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lunedì 2 ottobre 2017

"NO JUZGUEN" Mt 7,1-5






3 commenti:

  1. S. FAUSTI - “Non giudicate”E' l'ordine che Gesù ci dà per vivere nel rapporto con i fratelli la paternità di Dio. Non devo giudicare per due motivi :
    primo perchè il mio giudizio condiziona negativamente l'altro ;
    secondo perchè il mio giudizio sull'altro si rivolge contro di me.
    Il mio giudizio pre-giudica l'altro e giudica me stesso .l'altro tende a diventare come io lo vedo, e io sono come vedo l'altro.
    Positivamente sono chiamato a stimare l'altro come figlio di Dio e mio fratello.
    La mia disistima nei suoi confronti è grave per lui e per me : nega a lui la fraternità mia , e a me la filialità divina.
    Il mio giudizio buono o cattivo sull'altro è la misura del mio essere figlio o meno del Padre.
    Anzi, il giudizio futuro che Dio darà su di me non sarà altro che il giudizio presente che io do sul fratello.
    Dio lo lascia scrivere a me
    Lui alla fine leggerà ciò che io ho scritto.

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  2. Antifona
    Il Signore è la forza del suo popolo,
    rifugio di salvezza per il suo consacrato.
    Salva il tuo popolo, o Signore,
    e benedici la tua eredità,
    sii loro pastore e sostegno per sempre. (Cf. Sal 27,8-9)

    Colletta
    Donaci, o Signore,
    di vivere sempre nel timore e nell’amore per il tuo santo nome,
    poiché tu non privi mai della tua guida
    coloro che hai stabilito sulla roccia del tuo amore.
    Per il nostro Signore Gesù Cristo.

    Prima Lettura
    Il Signore allontanò Israele dal suo volto e non rimase che la sola tribù di Giuda.
    Dal secondo libro dei Re
    2Re 17,5-8.13-15a.18

    In quei giorni, Salmanàssar, re d'Assiria, invase tutta la terra, salì a Samarìa e l'assediò per tre anni. Nell'anno nono di Osèa il re d'Assiria occupò Samarìa, deportò gli Israeliti in Assiria, e li stabilì a Calach e presso il Cabor, fiume di Gozan, e nelle città della Media.
    Ciò avvenne perché gli Israeliti avevano peccato contro il Signore, loro Dio, che li aveva fatti uscire dalla terra d'Egitto, dalle mani del faraone, re d'Egitto. Essi venerarono altri dèi, seguirono le leggi delle nazioni che il Signore aveva scacciato davanti agli Israeliti, e quelle introdotte dai re d'Israele.
    Eppure il Signore, per mezzo di tutti i suoi profeti e dei veggenti, aveva ordinato a Israele ea Giuda: «Convertitevi dalle vostre vie malvagie e osservate i miei comandi ei miei decreti secondo tutta la legge che io ho prescritto ai vostri padri e che ho trasmesso a voi per mezzo dei miei servi, i profeti».
    Ma essi non ascoltarono, anzi resero dura la loro cervìce, come quella dei loro padri, i quali non avevano creduto al Signore, loro Dio. Rigettarono le sue leggi e la sua alleanza, che aveva concluso con i loro padri, e le istruzioni che aveva dato loro.
    Il Signore si adirò molto contro Israele e lo allontanò dal suo volto e non rimase che la sola tribù di Giuda.

    Parola di Dio.

    Salmo Responsoriale
    Dal Sal 59 (60)

    Dio, tu ci hai respinti, ci hai messi in rotta,
    ti sei sdegnato: ritorna a noi. R.

    Hai fatto tremare la terra, l'hai squarciata:
    risana le sue crepe, perché essa vacilla.
    Hai messo a dura prova il tuo popolo,
    ci hai fatto bere vino che stordisce. R.

    Nell'oppressione vieni in nostro aiuto,
    perché vana è la salvezza dell'uomo.
    Con Dio noi faremo prodezze,
    egli calpesterà i nostri nemici. R.

    Acclamazione al Vangelo
    Alleluia, alleluia.

    La parola di Dio è viva, efficace;
    discerne i sentimenti e i pensieri del cuore. (Eb 4,12)

    Alleluia.

    Vangelo
    Togli prima la trave dal tuo occhio.
    Dal Vangelo secondo Matteo
    Mt 7,1-5

    In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
    «Non giudicate, per non essere giudicati; perché con il giudizio con il quale giudicate sarete giudicati voi e con la misura con la quale misurate sarà misurato a voi.
    Perché guardi la pagliuzza che è nell'occhio del tuo fratello, e non ti accorgi della trave che è nel tuo occhio? O come dirai al tuo fratello: "Lascia che tolga la pagliuzza dal tuo occhio", mentre nel tuo occhio c'è la trave? Ipocrita! Togli prima la trave dal tuo occhio e allora ci vedrai bene per togliere la pagliuzza dall'occhio del tuo fratello».

    Parola del Signore.

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  3. PAROLE DEI PAPI

    Tante volte, lo sappiamo tutti, è più facile o comodo scorgere e condannare i difetti e i peccati altrui, senza riuscire a vedere i propri con altrettanta lucidità. Noi sempre nascondiamo i nostri difetti, li nascondiamo anche a noi stessi; invece, è facile vedere i difetti altrui. La tentazione è quella di essere indulgenti con se stessi – manica larga con se stessi – e duri nel condannare gli altri. È sempre utile aiutare il prossimo con saggi consigli, ma mentre osserviamo e correggiamo i difetti del nostro prossimo, dobbiamo essere consapevoli anche noi di avere dei difetti. Se io credo di non averne, non posso condannare o correggere gli altri. Tutti abbiamo difetti: tutti. E dobbiamo esserne consapevoli e, prima di condannare gli altri, dobbiamo guardare noi stessi dentro. E in questo modo possiamo agire in modo credibile, con umiltà, testimoniando la carità. (Papa Francesco - Angelus, 3 marzo 2019)
    -- Dio ci guarda così: non vede in noi degli sbagli irrimediabili, ma dei figli che sbagliano. Si cambia l’ottica. Non si concentra sugli sbagli ma sui figli che sbagliano… Dio distingue sempre la persona dai suoi errori. Dio salva sempre la persona. Crede sempre nella persona ed è sempre pronto a perdonare gli errori. E sappiamo che Dio perdona sempre. “Domandiamoci che genere di parole utilizziamo: parole che esprimono attenzione, rispetto, comprensione, vicinanza, compassione, oppure parole che mirano principalmente a farci belli davanti agli altri? E poi, parliamo con mitezza o inquiniamo il mondo spargendo veleni: criticando, lamentandoci, alimentando l’aggressività diffusa?” Con la lingua possiamo anche alimentare pregiudizi, alzare barriere, aggredire e perfino distruggere i fratelli: il pettegolezzo ferisce e la calunnia può essere più tagliente di un coltello! Le parole che usiamo dicono la persona che siamo. A volte, però, prestiamo poca attenzione alle nostre parole e le usiamo in modo superficiale. Ma le parole hanno un peso: ci permettono di esprimere pensieri e sentimenti, di dare voce alle paure che abbiamo e ai progetti che intendiamo realizzare, di benedire Dio e gli altri. (P. Francesco Angelus, 27 febbraio 2022)

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