S. FAUSTI - “Entrate per la porta stretta” dice Gesù. Dopo il v. 12 – vetta da cui si gode il panorama di tutta la catena di monti sui quali la legge e i profeti ci vogliono condurre – Gesù conclude dichiarando l'importanza di quanto ha detto : è la “porta “ d'ingresso al regno,la “Via” che conduce alla Vita, il “frutto bello “ dell”albero buono”. La porta è il luogo dove il muro di separazione lascia il varco alla comunione : l'umantà di Gesù , che realizza la Parola , è la porta (Gv 10,7), l'apertura tra l'uomo e Dio, dove Dio entra nella casa dell'uomo e l'uomo nella casa di Dio. Essendo insieme Dio e uomo, Gesù è la porta che Dio trova nell'umanità e che l'umanità trova in Dio. “Stretta” Gesù dice così non per scoraggiare, ma per esortare all'impegno. Dopo il peccato, è facile fare il male, difficile fare il bene. Il male è largo all'inizio, poi si fa angusto e stringe fino a uccidere : il bene è stretto all'inizio, ma poi si allarga sempre più all'amore e alla vita. Questa porta in realtà è l'infinita ampiezza , lunghezza, altezza e profondità dell'amore di Cristo per noi (Ef 3,18) :è il Suo costato aperto sulla Croce. Ogni altra porta e via , che non sia l'amore del Padre e dei fratelli, conduce alla perdizione. Non basta pensare . Abbiamo la sana dottrina, Dio è con noi! Noi siamo con Lui solo se viviamo la misericordia. L'uomo, accecato dall'egoismo, trova stretta la porta della salvezza, pieno di difficoltà il suo cammino. “Attenti ai falsi profeti” nel contesto non sono quelli che dicono cose sbagliate, ma quelli che non fanno ciò che dicono. E' tipico di Matteo insistere sulla coerenza : il fare rivela il cuore. Parlano di Cristo, ma non fanno come Lui. Gesù dice di loro : fate ciò che dicono , ma non ciò che fanno. Sono sepolcri imbiancati : l'interno non è come l'esterno. Ma non per semplice incoerenza, ma per ipocrisia. Hanno la bocca, ma non il cuore del Figlio. Sono pronti ad accettare il Suo messaggio, ma non amano e non seguono Lui, il Signore. Quindi non entrano attraverso di Lui, che è la porta dell'amore per il Padre e i fratelli. I lupi rapaci uccidono l'Agnello.
ISAIA 55 : "Perché i miei pensieri non sono i vostri pensieri, le vostre vie non sono le mie vie - oracolo del Signore. 9 Quanto il cielo sovrasta la terra, tanto le mie vie sovrastano le vostre vie, i miei pensieri sovrastano i vostri pensieri....
Io sono la luce del mondo, dice il Signore; chi segue me avrà la luce della vita. (Gv 8,12)
Alleluia.
Vangelo Tutto quanto volete che gli uomini facciano a voi, anche voi fatelo a loro. Dal Vangelo secondo Matteo Mt 7,6.12-14
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Non date le cose sante ai cani e non gettate le vostre perle davanti ai porci, perché non le calpestino con le loro zampe e poi si voltino per sbranarvi. Tutto quanto volete che gli uomini facciano a voi, anche voi fatelo a loro: questa infatti è la Legge e i Profeti. Entrate per la porta stretta, perché larga è la porta e spaziosa la via che conduce alla perdizione, e molti sono quelli che vi entrano. Quanto stretta è la porta e angusta la via che conduce alla vita, e pochi sono quelli che la trovano!».
Le Parole dei Papi Per noi cristiani il magistero intimo dello Spirito Santo è una gioiosa certezza, fondata sulla parola di Cristo circa la venuta dell’“altro Paraclito”, che - diceva - “il Padre manderà nel mio nome. Egli vi insegnerà ogni cosa e vi ricorderà tutto ciò che vi ho detto” (Gv 14, 26). “Egli vi guiderà verso tutta la verità” (Gv 16, 13).(…) Dunque i cristiani, avendo ricevuto lo Spirito Santo, unzione di Cristo, possiedono in se stessi una fonte di conoscenza della verità, e lo Spirito Santo è il Maestro sovrano che li illumina e guida.(…) Lo Spirito Santo insegna al cristiano la verità come principio di vita. Mostra l’applicazione concreta delle parole di Gesù nella vita di ognuno. Fa scoprire l’attualità del Vangelo e il suo valore per tutte le situazioni umane. Adatta l’intelligenza della verità ad ogni circostanza, affinché questa verità non rimanga soltanto astratta e speculativa, e liberi il cristiano dai pericoli della doppiezza e dell’ipocrisia. (San Giovanni Paolo II – Udienza generale, mercoledì 24 aprile 1991) Profeti o profezie o proposte: ‘Io ho voglia di far questo!’. Ma questo non ti porta al Signore, ti allontana da Lui. Per questo è necessaria la vigilanza. Il cristiano è un uomo o una donna che sa vigilare il suo cuore. E tante volte il nostro cuore, con tante cose che vanno e vengono, sembra un mercato rionale: di tutto, tu trovi di tutto lì... E no! Dobbiamo saggiare – questo è del Signore e questo non è – per rimanere nel Signore. (P. Francesco Santa Marta, 7 gennaio 2014) “La preghiera è un lavoro: un lavoro che ci chiede volontà, ci chiede costanza, ci chiede di essere determinati, senza vergogna. Perché? Perché io sto bussando alla porta del mio amico. Dio è amico, e con un amico io posso fare questo. Una preghiera costante, invadente. Pensiamo a Santa Monica per esempio, quanti anni ha pregato così, anche con le lacrime, per la conversione del suo figlio. Il Signore alla fine ha aperto la porta”. ( P. Francesco S. Marta 11 ottobre 2018) Gesù non vuole illuderci, dicendo: “Sì, state tranquilli, la cosa è facile, c’è una bella autostrada e in fondo un grande portone…”. Non ci dice questo: ci parla della porta stretta. Ci dice le cose come stanno: il passaggio è stretto. In che senso? Nel senso che per salvarsi bisogna amare Dio e il prossimo, e questo non è comodo! È una “porta stretta” perché è esigente, l’amore è esigente sempre, richiede impegno, anzi, “sforzo”, cioè una volontà decisa e perseverante di vivere secondo il Vangelo. San Paolo lo chiama «il buon combattimento della fede». Ci vuole lo sforzo di tutti i giorni, di tutto il giorno per amare Dio e il prossimo. ( P. Francesco Angelus, 25 agosto 2019)
A prima vista, questa immagine fa sorgere in noi qualche domanda: se Dio è il Padre dell’amore e della misericordia, che sempre rimane con le braccia aperte per accoglierci, perché Gesù dice che la porta della salvezza è stretta? Certamente, il Signore non vuole scoraggiarci. Le sue parole, invece, servono soprattutto a scuotere la presunzione di coloro che pensano di essere già salvati, di quelli che praticano la religione e, perciò, si sentono già a posto. In realtà, essi non hanno compreso che non basta compiere atti religiosi se questi non trasformano il cuore: il Signore non vuole un culto separato dalla vita e non gradisce sacrifici e preghiere se non ci conducono a vivere l’amore verso i fratelli e a praticare la giustizia. (…). La nostra fede è autentica quando abbraccia tutta la nostra vita, quando diventa un criterio per le nostre scelte, quando ci rende donne e uomini che si impegnano nel bene e rischiano nell’amore proprio come ha fatto Gesù; Egli non ha scelto la via facile del successo o del potere ma, pur di salvarci, ci ha amati fino ad attraversare la “porta stretta” della Croce. Lui è la misura della nostra fede, Lui è la porta che dobbiamo attraversare per essere salvati ( Gv 10,9), vivendo il suo stesso amore e diventando, con la nostra vita, operatori di giustizia e di pace. (Leone XIV - Angelus, 24 agosto 2025)
S. FAUSTI - “Entrate per la porta stretta” dice Gesù. Dopo il v. 12 – vetta da cui si gode il panorama di tutta la catena di monti sui quali la legge e i profeti ci vogliono condurre – Gesù conclude dichiarando l'importanza di quanto ha detto : è la “porta “ d'ingresso al regno,la “Via” che conduce alla Vita, il “frutto bello “ dell”albero buono”. La porta è il luogo dove il muro di separazione lascia il varco alla comunione : l'umantà di Gesù , che realizza la Parola , è la porta (Gv 10,7), l'apertura tra l'uomo e Dio, dove Dio entra nella casa dell'uomo e l'uomo nella casa di Dio.
RispondiEliminaEssendo insieme Dio e uomo, Gesù è la porta che Dio trova nell'umanità e
che l'umanità trova in Dio.
“Stretta” Gesù dice così non per scoraggiare, ma per esortare all'impegno.
Dopo il peccato, è facile fare il male, difficile fare il bene. Il male è largo all'inizio, poi si fa angusto e stringe fino a uccidere : il bene è stretto all'inizio, ma poi si allarga sempre più all'amore e alla vita.
Questa porta in realtà è l'infinita ampiezza , lunghezza, altezza e profondità dell'amore di Cristo per noi (Ef 3,18) :è il Suo costato aperto sulla Croce.
Ogni altra porta e via , che non sia l'amore del Padre e dei fratelli, conduce alla perdizione.
Non basta pensare . Abbiamo la sana dottrina, Dio è con noi!
Noi siamo con Lui solo se viviamo la misericordia.
L'uomo, accecato dall'egoismo, trova stretta la porta della salvezza, pieno di difficoltà il suo cammino.
“Attenti ai falsi profeti” nel contesto non sono quelli che dicono cose sbagliate, ma quelli che non fanno ciò che dicono. E' tipico di Matteo insistere sulla coerenza : il fare rivela il cuore.
Parlano di Cristo, ma non fanno come Lui.
Gesù dice di loro : fate ciò che dicono , ma non ciò che fanno. Sono sepolcri imbiancati : l'interno non è come l'esterno. Ma non per semplice incoerenza, ma per ipocrisia.
Hanno la bocca, ma non il cuore del Figlio. Sono pronti ad accettare il Suo messaggio, ma non amano e non seguono Lui, il Signore.
Quindi non entrano attraverso di Lui, che è la porta dell'amore per il Padre e i fratelli.
I lupi rapaci uccidono l'Agnello.
ISAIA 55 : "Perché i miei pensieri non sono i vostri pensieri,
RispondiEliminale vostre vie non sono le mie vie - oracolo del Signore.
9 Quanto il cielo sovrasta la terra,
tanto le mie vie sovrastano le vostre vie,
i miei pensieri sovrastano i vostri pensieri....
Acclamazione al Vangelo
EliminaAlleluia, alleluia.
Io sono la luce del mondo, dice il Signore;
chi segue me avrà la luce della vita. (Gv 8,12)
Alleluia.
Vangelo
Tutto quanto volete che gli uomini facciano a voi, anche voi fatelo a loro.
Dal Vangelo secondo Matteo
Mt 7,6.12-14
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Non date le cose sante ai cani e non gettate le vostre perle davanti ai porci, perché non le calpestino con le loro zampe e poi si voltino per sbranarvi.
Tutto quanto volete che gli uomini facciano a voi, anche voi fatelo a loro: questa infatti è la Legge e i Profeti.
Entrate per la porta stretta, perché larga è la porta e spaziosa la via che conduce alla perdizione, e molti sono quelli che vi entrano. Quanto stretta è la porta e angusta la via che conduce alla vita, e pochi sono quelli che la trovano!».
Parola del Signore.
Le Parole dei Papi
RispondiEliminaPer noi cristiani il magistero intimo dello Spirito Santo è una gioiosa certezza, fondata sulla parola di Cristo circa la venuta dell’“altro Paraclito”, che - diceva - “il Padre manderà nel mio nome. Egli vi insegnerà ogni cosa e vi ricorderà tutto ciò che vi ho detto” (Gv 14, 26). “Egli vi guiderà verso tutta la verità” (Gv 16, 13).(…) Dunque i cristiani, avendo ricevuto lo Spirito Santo, unzione di Cristo, possiedono in se stessi una fonte di conoscenza della verità, e lo Spirito Santo è il Maestro sovrano che li illumina e guida.(…) Lo Spirito Santo insegna al cristiano la verità come principio di vita. Mostra l’applicazione concreta delle parole di Gesù nella vita di ognuno. Fa scoprire l’attualità del Vangelo e il suo valore per tutte le situazioni umane. Adatta l’intelligenza della verità ad ogni circostanza, affinché questa verità non rimanga soltanto astratta e speculativa, e liberi il cristiano dai pericoli della doppiezza e dell’ipocrisia. (San Giovanni Paolo II – Udienza generale, mercoledì 24 aprile 1991)
Profeti o profezie o proposte: ‘Io ho voglia di far questo!’. Ma questo non ti porta al Signore, ti allontana da Lui. Per questo è necessaria la vigilanza. Il cristiano è un uomo o una donna che sa vigilare il suo cuore. E tante volte il nostro cuore, con tante cose che vanno e vengono, sembra un mercato rionale: di tutto, tu trovi di tutto lì... E no! Dobbiamo saggiare – questo è del Signore e questo non è – per rimanere nel Signore. (P. Francesco Santa Marta, 7 gennaio 2014)
“La preghiera è un lavoro: un lavoro che ci chiede volontà, ci chiede costanza, ci chiede di essere determinati, senza vergogna. Perché? Perché io sto bussando alla porta del mio amico. Dio è amico, e con un amico io posso fare questo. Una preghiera costante, invadente. Pensiamo a Santa Monica per esempio, quanti anni ha pregato così, anche con le lacrime, per la conversione del suo figlio. Il Signore alla fine ha aperto la porta”. ( P. Francesco S. Marta 11 ottobre 2018)
Gesù non vuole illuderci, dicendo: “Sì, state tranquilli, la cosa è facile, c’è una bella autostrada e in fondo un grande portone…”. Non ci dice questo: ci parla della porta stretta. Ci dice le cose come stanno: il passaggio è stretto. In che senso? Nel senso che per salvarsi bisogna amare Dio e il prossimo, e questo non è comodo! È una “porta stretta” perché è esigente, l’amore è esigente sempre, richiede impegno, anzi, “sforzo”, cioè una volontà decisa e perseverante di vivere secondo il Vangelo. San Paolo lo chiama «il buon combattimento della fede». Ci vuole lo sforzo di tutti i giorni, di tutto il giorno per amare Dio e il prossimo. ( P. Francesco Angelus, 25 agosto 2019)
A prima vista, questa immagine fa sorgere in noi qualche domanda: se Dio è il Padre dell’amore e della misericordia, che sempre rimane con le braccia aperte per accoglierci, perché Gesù dice che la porta della salvezza è stretta? Certamente, il Signore non vuole scoraggiarci. Le sue parole, invece, servono soprattutto a scuotere la presunzione di coloro che pensano di essere già salvati, di quelli che praticano la religione e, perciò, si sentono già a posto. In realtà, essi non hanno compreso che non basta compiere atti religiosi se questi non trasformano il cuore: il Signore non vuole un culto separato dalla vita e non gradisce sacrifici e preghiere se non ci conducono a vivere l’amore verso i fratelli e a praticare la giustizia. (…). La nostra fede è autentica quando abbraccia tutta la nostra vita, quando diventa un criterio per le nostre scelte, quando ci rende donne e uomini che si impegnano nel bene e rischiano nell’amore proprio come ha fatto Gesù; Egli non ha scelto la via facile del successo o del potere ma, pur di salvarci, ci ha amati fino ad attraversare la “porta stretta” della Croce. Lui è la misura della nostra fede, Lui è la porta che dobbiamo attraversare per essere salvati ( Gv 10,9), vivendo il suo stesso amore e diventando, con la nostra vita, operatori di giustizia e di pace.
Elimina(Leone XIV - Angelus, 24 agosto 2025)