S. FAUSTI - “ Venuto Gesù nella casa di Pietro, vide la sua suocera febbricitante” Siamo a Cafarnao, dove Gesù venne ad abitare fin dall'inizio. Resterà il punto di riferimento del Suo ministero, fino al viaggio ultimo fin a Gerusalemme. La “casa” dove si vive da figli e fratelli, è immagine della Chiesa. In essa noi siam come la suocera di Pietro : immobilizzati dalla febbre, incapaci di servire gli altri e bisognosi di essere serviti. L'iniziativa è di Gesù che vede la necessità e interviene. Il Signore “vede e provvede”. Ci son molte febbri che tengono a letto e servono a farsi servire. Nella casa di Pietro, come pure per strada, si litiga sempre su chi è il più grande, su chi deve dominare. “Toccò la sua mano, la lasciò la febbre , fu risvegliata e serviva” ora con la propria mano tocca la mano di lei per comunicarle la Sua capacità di servire. Al Suo tocco si spegne la nostra febbre , guariamo dal nostro egoismo e diventiamo capaci di servire. La Sua mano, che è la stessa del Padre, diventa la nostra, e la nostra diventa la Sua, che, inchiodata sulla croce, porterà la nostra febbre. Gesù stesso si definisce come “Colui che serve” (Luca 22,27), ed esorta colui che vuol diventare grande a farsi servo, e chi vuol essere primo a essere schiavo, perchè il “Figlio dell'uomo non è venuto per essere servito, ma per servire e dare la Sua vita in riscatto per le moltitudini”. (20,26). Servire infatti – opposto ad asservire – è espressione concreta dell'amore, che si realizza non tanto con le parole, quanto con i fatti e in verità (1Gv3,18). Servire è la qualità più profonda di quel Dio che è Amore (1Gv 4,18). Gesù, lavando i piedi, rivela la “gloria”, la Sua essenza di Figlio uguale al Padre (Gv13,19. Dio non è padrone, ma servo delle sue creature, come una madre è al servizio dei suoi figli. La suocera di Pietro è il nostro modello. Ciò che conta agli occhi di Dio non è il forte, lo stimato e il sapiente, ma il debole, il disprezzato e lo stolto. Dio realizza il Suo regno servendosi di ciò che è nulla per ridurre a nulla le cose che sono (1Cor 1,28). “Io sono con voi tutti giorni fino alla fine dei tempi” dice Gesù (28,20).E' con noi nei poveri, che sempre avremo con noi. E ogni cosa che facciamo a uno dei più piccoli, l'avremo fatta a Lui (25,40).
Antifona Il Signore è la forza del suo popolo, rifugio di salvezza per il suo consacrato. Salva il tuo popolo, o Signore, e benedici la tua eredità, sii loro pastore e sostegno per sempre. (Cf. Sal 27,8-9)
Colletta Donaci, o Signore, di vivere sempre nel timore e nell’amore per il tuo santo nome, poiché tu non privi mai della tua guida coloro che hai stabilito sulla roccia del tuo amore. Per il nostro Signore Gesù Cristo.
Prima Lettura Grida dal tuo cuore al Signore, gemi, figlia di Sion. Dal libro delle Lamentazioni Lam 2,2.10-14.18-19
Il Signore ha distrutto senza pietà tutti i pascoli di Giacobbe; ha abbattuto nella sua ira fortezze della figlia di Giuda, ha prostrato a terra, ha profanato il suo regno ei suoi capi. Siedono a terra in silenzio gli anziani della figlia di Sion, hanno cosparso di cenere il capo, si sono cinti di sacco; curvano a terra il capo le vergini di Gerusalemme. Si sono consunti per le lacrime i miei occhi, le mie viscere sono sconvolte; si riversa per terra la mia bile per la rovina della figlia del mio popolo, mentre viene meno il bambino e il lattante nelle piazze della città. Alle loro madri dicevano: «Dove sono il grano e il vino?». Intanto venivano meno come feriti nelle piazze della città; esalavano il loro respiro in grembo alle loro madri. A che cosa ti assimilerò? A che cosa ti paragonerò, figlia di Gerusalemme? A che cosa ti eguaglierò per consolarti, vergine figlia di Sion? Poiché è grande come il mare la tua rovina: chi potrà guarirti? I tuoi profeti hanno avuto per te visioni di cose vane e insulse, non hanno svelato la tua colpa per cambiare la tua sorte; ma ti hanno vaticinato lusinghe, vanità e illusioni. Grida dal tuo cuore al Signore, gemi, figlia di Sion; fa' scorrere come torrente le tue lacrime, giorno e notte! Non darti pace, non abbia tregua la pupilla del tuo occhio! Àlzati, grida nella notte, quando cominciano i turni di sentinella, effondi come acqua il tuo cuore, davanti al volto del Signore; alza verso di lui le mani per la vita dei tuoi bambini, che muoiono di fama all'angolo di ogni strada.
Parola di Dio.
Salmo Responsoriale Dal Sal 73 (74)
R. Non dimenticare, Signore, la vita dei tuoi poveri. Oppure: R. Ascolta, Signore, il grido dei tuoi poveri.
O Dio, perché ci respingi per sempre, fumante di collera contro il gregge del tuo pascolo? Ricòrdati della comunità che ti sei acquistata nei tempi antichi. Hai riscattato la tribù che è tua proprietà, il monte Sion, dove hai preso dimora. R.
Volgi i tuoi passi a queste rovine eterne: il nemico ha devastato tutto nel santuario. Ruggirono i tuoi avversari nella tua assemblea, issarono le loro bandiere come insegna. R.
Come gente che s’apre un varco verso l’alto con la scure nel folto della selva, con l’ascia e con le mazze frantumavano le sue porte. Hanno dato alle fiamme il tuo santuario, hanno profanato e demolito la dimora del tuo nome. R.
Volgi lo sguardo alla tua alleanza; gli angoli della terra sono covi di violenza. L’oppresso non ritorni confuso, il povero e il misero lodino il tuo nome. R.
Cristo ha preso le nostre infermità e si è caricato delle nostre malattie. (Cf. Mt 8,17)
Alleluia.
Vangelo Molti verranno dall’oriente e dall’occidente e sederanno a mensa con Abramo, Isacco e Giacobbe. al Vangelo secondo Matteo Mt 8,5-17
In quel tempo, entrato Gesù in Cafàrnao, gli ven- ne incontro un centurione che lo scongiurava e diceva: «Signore, il mio servo è in casa, a letto, paralizzato e soffre terribilmente». Gli disse: «Verrò e lo guarirò». Ma il centurione rispose: «Signore, io non sono degno che tu entri sotto il mio tetto, ma di’ soltanto una parola e il mio servo sarà guarito. Pur essendo anch’io un subalterno, ho dei soldati sotto di me e dico a uno: “Va’!”, ed egli va; e a un altro: “Vieni!”, ed egli viene; e al mio servo: “Fa’ questo!”, ed egli lo fa». Ascoltandolo, Gesù si meravigliò e disse a quelli che lo segui- vano: «In verità io vi dico, in Israele non ho trovato nessuno con una fede così grande! Ora io vi dico che molti verranno dall’oriente e dall’occidente e siederanno a mensa con Abramo, Isacco e Giacobbe nel regno dei cieli, mentre i figli del regno saranno cacciati fuori, nelle tenebre, dove sarà pianto e stridore di denti». E Gesù disse al centurione: «Va’, avvenga per te come hai creduto». In quell’istante il suo servo fu guarito. Entrato nella casa di Pietro, Gesù vide la suocera di lui che era a letto con la febbre. Le toccò la mano e la febbre la lasciò; poi ella si alzò e lo serviva. Venuta la sera, gli portarono molti indemoniati ed egli scacciò gli spiriti con la parola e guarì tutti i malati, perché si compisse ciò che era stato detto per mezzo del profeta Isaìa: “Egli ha preso le nostre infermità e si è caricato delle malattie”.
Il Vangelo di oggi ( Mc 1,29-39) presenta la guarigione, da parte di Gesù, della suocera di Pietro e poi di tanti altri malati e sofferenti che si stringono a Lui. Quella della suocera di Pietro è la prima guarigione di ordine fisico raccontata da Marco: la donna si trovava a letto con la febbre; nei suoi confronti, l’atteggiamento e il gesto di Gesù sono emblematici: «Si avvicinò, la fece alzare prendendola per mano» (v. 31), annota l’Evangelista. C’è tanta dolcezza in questo semplice atto, che sembra quasi naturale: «La febbre la lasciò ed ella li serviva» (ibid.). Il potere risanante di Gesù non incontra alcuna resistenza; e la persona guarita riprende la sua vita normale, pensando subito agli altri e non a sé stessa – e questo è significativo, è segno di vera “salute”! (…) Fin dall’inizio, dunque, Gesù mostra la sua predilezione per le persone sofferenti nel corpo e nello spirito: è una predilezione di Gesù avvicinarsi alle persone che soffrono sia nel corpo sia nello spirito. È la predilezione del Padre, che Lui incarna e manifesta con opere e parole. I suoi discepoli ne sono stati testimoni oculari, hanno visto questo e poi lo hanno testimoniato. Ma Gesù non li ha voluti solo spettatori della sua missione: li ha coinvolti, li ha inviati, ha dato anche a loro il potere di guarire i malati e scacciare i demoni. E questo è proseguito senza interruzione nella vita della Chiesa, fino ad oggi. E questo è importante. Prendersi cura dei malati di ogni genere non è per la Chiesa un’“attività opzionale”, no! Non è qualcosa di accessorio, no. Prendersi cura dei malati di ogni genere fa parte integrante della missione della Chiesa, come lo era di quella di Gesù. E questa missione è portare la tenerezza di Dio all’umanità sofferente. (P. Francesco Angelus, Piazza San Pietro, 7 febbraio 2021)
GESUITI Ci troviamo nella prima giornata di Gesù che è il programma di tutta la sua attività. Ha detto che il tempo è finito, non c’è da aspettare altro tempo perché il regno di Dio è qui, non è altrove, è nella nostra quotidianità che si vive oppure muori. Basta che ti giri, devi cioè cambiare direzione al tuo modo di vivere e cambiare direzione vuol dire credere al Vangelo, cioè alla buona notizia che qui ti viene raccontata. In concreto, però, il Vangelo è Gesù. Quindi credere al Vangelo vuol dire seguire Lui, quindi comincia a camminare dietro a Lui e vedi quello che capita. Io come faccio ad andargli dietro? Seguendo la sua Parola. Andare dietro a una persona vuol dire seguire quello che dice. La volta scorsa abbiamo visto quello che capita ascoltando la sua Parola che è il programma di tutto il Vangelo. Se ascolti la sua Parola ti accorgi che esce da te lo spirito del male, con la menzogna che ci tiene schiavi nella paura e quindi ci rinchiude in noi stessi e ci divide dagli altri che è principio di morte, si chiama egoismo, principio di tutti i mali ed è questo lo spirito del male che c’è in ciascuno di noi. Quindi l’ascolto della Parola di verità, e la parola di verità è che siamo amati infinitamente da Dio e solo questo dirà il Vangelo, e Gesù che è il Figlio amato dal Padre, si è messo in fila con i fratelli peccatori per dire “Guardate che anch’io vi amo come vi ama il Padre e dalla mia vita capite chi è Dio e chi siete voi: siete figli amati”. Quindi l’esorcismo è il programma di tutto il Vangelo, che ti fa scoprire la tua verità di persona, che è la sete di essere amato ed è il fondamento di ogni esistenza, anche dei nostri cani, dei gatti, di tutti gli uomini. Tutto il male lo si fa anche per essere amato o per sembrare almeno importanti. Questa suocera di Pietro è malata, “giace con la febbre” e la prima cosa che fanno queste persone è parlare di lei a Gesù. Il primo servizio che Gesù rende a questa donna è ascoltare quello che le altre persone dicono. Il primo servizio che viene reso a questa persona è quello dell’ascolto, non va immediatamente a guarire, non sa già tutto e anche se lo sa non è quello che gli interessa. Il poter ascoltare e il poter essere ascoltati.La rimette in piedi, la restituisce a se stessa, come se la ricreasse attraverso questa resurrezione e la resuscita prendendole la mano. Uno degli aspetti di questo gesto è come se questa febbre è ciò che mi divide, è ciò che mi separa, la mano di Gesù che prende la mano di questa donna, ristabilisce una relazione, un contatto. Gesù si fa avanti anche in questo modo, in un certo senso strappa dalla solitudine questa persona. E’ un primo aspetto di questo prendere la mano.La rimette in piedi, la restituisce a se stessa, come se la ricreasse attraverso questa resurrezione e la resuscita prendendole la mano. Uno degli aspetti di questo gesto è come se questa febbre è ciò che mi divide, è ciò che mi separa, la mano di Gesù che prende la mano di questa donna, ristabilisce una relazione, un contatto. Gesù si fa avanti anche in questo modo, in un certo senso strappa dalla solitudine questa persona. E’ un primo aspetto di questo prendere la mano.E poi c’è una cosa strana: fa bene a un malato il fatto di dormire. Gesù va a risvegliare la suocera di Pietro. La parola risvegliare vuol dire risuscitare, la stessa parola che si userà per Gesù: la risuscita, perché noi passiamo dalla morte alla vita se amiamo i fratelli, se siamo chiusi nell’egoismo siamo morti. E’ quindi un gesto di risurrezione, è segno di resurrezione, vale più di resuscitare i morti quello che Gesù fa a questa donna.la mano di Gesù che prende la mano di questa donna, ristabilisce una relazione, un contatto. Gesù si fa avanti anche in questo modo, in un certo senso strappa dalla solitudine questa persona. Gesù l’unica definizione che dà di sé è “Io sono in mezzo a voi come colui che serve. Voi sapete che il Figlio dell’uomo non è venuto per dominare ma per servire”. In questo servire c’è tutto il programma di Gesù. Che cos’è il servire? Il servire potremmo tradurlo nell’amare.
RispondiEliminaS. FAUSTI - “ Venuto Gesù nella casa di Pietro, vide la sua suocera febbricitante” Siamo a Cafarnao, dove Gesù venne ad abitare fin dall'inizio. Resterà il punto di riferimento del Suo ministero, fino al viaggio ultimo fin a Gerusalemme. La “casa” dove si vive da figli e fratelli, è immagine della Chiesa. In essa noi siam come la suocera di Pietro : immobilizzati dalla febbre, incapaci di servire gli altri e bisognosi di essere serviti.
L'iniziativa è di Gesù che vede la necessità e interviene. Il Signore “vede e provvede”.
Ci son molte febbri che tengono a letto e servono a farsi servire. Nella casa di Pietro, come pure per strada, si litiga sempre su chi è il più grande, su chi deve dominare.
“Toccò la sua mano, la lasciò la febbre , fu risvegliata e serviva” ora con la propria mano tocca la mano di lei per comunicarle la Sua capacità di servire. Al Suo tocco si spegne la nostra febbre , guariamo dal nostro egoismo e diventiamo capaci di servire.
La Sua mano, che è la stessa del Padre, diventa la nostra, e la nostra diventa la Sua, che, inchiodata sulla croce, porterà la nostra febbre. Gesù stesso si definisce come “Colui che serve” (Luca 22,27),
ed esorta colui che vuol diventare grande a farsi servo, e chi vuol essere primo a essere schiavo, perchè il “Figlio dell'uomo non è venuto per essere servito, ma per servire e dare la Sua vita in riscatto per le moltitudini”. (20,26). Servire infatti – opposto ad asservire – è espressione concreta dell'amore, che si realizza non tanto con le parole, quanto con i fatti e in verità (1Gv3,18).
Servire è la qualità più profonda di quel Dio che è Amore (1Gv 4,18).
Gesù, lavando i piedi, rivela la “gloria”, la Sua essenza di Figlio uguale al Padre (Gv13,19. Dio non è padrone, ma servo delle sue creature, come una madre è al servizio dei suoi figli.
La suocera di Pietro è il nostro modello. Ciò che conta agli occhi di Dio non è il forte, lo stimato e il sapiente, ma il debole, il disprezzato e lo stolto. Dio realizza il Suo regno servendosi di ciò che è nulla per ridurre a nulla le cose che sono (1Cor 1,28).
“Io sono con voi tutti giorni fino alla fine dei tempi” dice Gesù (28,20).E' con noi nei poveri, che sempre avremo con noi. E ogni cosa che facciamo a uno dei più piccoli, l'avremo fatta a Lui (25,40).
Antifona
RispondiEliminaIl Signore è la forza del suo popolo,
rifugio di salvezza per il suo consacrato.
Salva il tuo popolo, o Signore,
e benedici la tua eredità,
sii loro pastore e sostegno per sempre. (Cf. Sal 27,8-9)
Colletta
Donaci, o Signore,
di vivere sempre nel timore e nell’amore per il tuo santo nome,
poiché tu non privi mai della tua guida
coloro che hai stabilito sulla roccia del tuo amore.
Per il nostro Signore Gesù Cristo.
Prima Lettura
Grida dal tuo cuore al Signore, gemi, figlia di Sion.
Dal libro delle Lamentazioni
Lam 2,2.10-14.18-19
Il Signore ha distrutto senza pietà
tutti i pascoli di Giacobbe;
ha abbattuto nella sua ira
fortezze della figlia di Giuda,
ha prostrato a terra, ha profanato
il suo regno ei suoi capi.
Siedono a terra in silenzio
gli anziani della figlia di Sion,
hanno cosparso di cenere il capo,
si sono cinti di sacco;
curvano a terra il capo
le vergini di Gerusalemme.
Si sono consunti per le lacrime i miei occhi,
le mie viscere sono sconvolte;
si riversa per terra la mia bile
per la rovina della figlia del mio popolo,
mentre viene meno il bambino e il lattante
nelle piazze della città.
Alle loro madri dicevano:
«Dove sono il grano e il vino?».
Intanto venivano meno come feriti
nelle piazze della città;
esalavano il loro respiro
in grembo alle loro madri.
A che cosa ti assimilerò?
A che cosa ti paragonerò, figlia di Gerusalemme?
A che cosa ti eguaglierò per consolarti,
vergine figlia di Sion?
Poiché è grande come il mare la tua rovina:
chi potrà guarirti?
I tuoi profeti hanno avuto per te visioni
di cose vane e insulse,
non hanno svelato la tua colpa
per cambiare la tua sorte;
ma ti hanno vaticinato lusinghe,
vanità e illusioni.
Grida dal tuo cuore al Signore,
gemi, figlia di Sion;
fa' scorrere come torrente le tue lacrime,
giorno e notte!
Non darti pace,
non abbia tregua la pupilla del tuo occhio!
Àlzati, grida nella notte,
quando cominciano i turni di sentinella,
effondi come acqua il tuo cuore,
davanti al volto del Signore;
alza verso di lui le mani
per la vita dei tuoi bambini,
che muoiono di fama
all'angolo di ogni strada.
Parola di Dio.
Salmo Responsoriale
Dal Sal 73 (74)
R. Non dimenticare, Signore, la vita dei tuoi poveri.
Oppure:
R. Ascolta, Signore, il grido dei tuoi poveri.
O Dio, perché ci respingi per sempre,
fumante di collera contro il gregge del tuo pascolo?
Ricòrdati della comunità
che ti sei acquistata nei tempi antichi.
Hai riscattato la tribù che è tua proprietà,
il monte Sion, dove hai preso dimora. R.
Volgi i tuoi passi a queste rovine eterne:
il nemico ha devastato tutto nel santuario.
Ruggirono i tuoi avversari nella tua assemblea,
issarono le loro bandiere come insegna. R.
Come gente che s’apre un varco verso l’alto
con la scure nel folto della selva,
con l’ascia e con le mazze frantumavano le sue porte.
Hanno dato alle fiamme il tuo santuario,
hanno profanato e demolito la dimora del tuo nome. R.
Volgi lo sguardo alla tua alleanza;
gli angoli della terra sono covi di violenza.
L’oppresso non ritorni confuso,
il povero e il misero lodino il tuo nome. R.
Acclamazione al Vangelo
RispondiEliminaAlleluia, alleluia.
Cristo ha preso le nostre infermità
e si è caricato delle nostre malattie. (Cf. Mt 8,17)
Alleluia.
Vangelo
Molti verranno dall’oriente e dall’occidente e sederanno a mensa con Abramo, Isacco e Giacobbe.
al Vangelo secondo Matteo
Mt 8,5-17
In quel tempo, entrato Gesù in Cafàrnao, gli ven- ne incontro un centurione che lo scongiurava e diceva: «Signore, il mio servo è in casa, a letto, paralizzato e soffre terribilmente». Gli disse: «Verrò e lo guarirò». Ma il centurione rispose: «Signore, io non sono degno che tu entri sotto il mio tetto, ma di’ soltanto una parola e il mio servo sarà guarito. Pur essendo anch’io un subalterno, ho dei soldati sotto di me e dico a uno: “Va’!”, ed egli va; e a un altro: “Vieni!”, ed egli viene; e al mio servo: “Fa’ questo!”, ed egli lo fa».
Ascoltandolo, Gesù si meravigliò e disse a quelli che lo segui- vano: «In verità io vi dico, in Israele non ho trovato nessuno con una fede così grande! Ora io vi dico che molti verranno dall’oriente e dall’occidente e siederanno a mensa con Abramo, Isacco e Giacobbe nel regno dei cieli, mentre i figli del regno saranno cacciati fuori, nelle tenebre, dove sarà pianto e stridore di denti». E Gesù disse al centurione: «Va’, avvenga per te come hai creduto». In quell’istante il suo servo fu guarito.
Entrato nella casa di Pietro, Gesù vide la suocera di lui che era a letto con la febbre. Le toccò la mano e la febbre la lasciò; poi ella si alzò e lo serviva.
Venuta la sera, gli portarono molti indemoniati ed egli scacciò gli spiriti con la parola e guarì tutti i malati, perché si compisse ciò che era stato detto per mezzo del profeta Isaìa: “Egli ha preso le nostre infermità
e si è caricato delle malattie”.
Parola del Signore.
PAROLE DEI PAPI
RispondiEliminaIl Vangelo di oggi ( Mc 1,29-39) presenta la guarigione, da parte di Gesù, della suocera di Pietro e poi di tanti altri malati e sofferenti che si stringono a Lui. Quella della suocera di Pietro è la prima guarigione di ordine fisico raccontata da Marco: la donna si trovava a letto con la febbre; nei suoi confronti, l’atteggiamento e il gesto di Gesù sono emblematici: «Si avvicinò, la fece alzare prendendola per mano» (v. 31), annota l’Evangelista. C’è tanta dolcezza in questo semplice atto, che sembra quasi naturale: «La febbre la lasciò ed ella li serviva» (ibid.). Il potere risanante di Gesù non incontra alcuna resistenza; e la persona guarita riprende la sua vita normale, pensando subito agli altri e non a sé stessa – e questo è significativo, è segno di vera “salute”! (…) Fin dall’inizio, dunque, Gesù mostra la sua predilezione per le persone sofferenti nel corpo e nello spirito: è una predilezione di Gesù avvicinarsi alle persone che soffrono sia nel corpo sia nello spirito. È la predilezione del Padre, che Lui incarna e manifesta con opere e parole. I suoi discepoli ne sono stati testimoni oculari, hanno visto questo e poi lo hanno testimoniato. Ma Gesù non li ha voluti solo spettatori della sua missione: li ha coinvolti, li ha inviati, ha dato anche a loro il potere di guarire i malati e scacciare i demoni. E questo è proseguito senza interruzione nella vita della Chiesa, fino ad oggi. E questo è importante. Prendersi cura dei malati di ogni genere non è per la Chiesa un’“attività opzionale”, no! Non è qualcosa di accessorio, no. Prendersi cura dei malati di ogni genere fa parte integrante della missione della Chiesa, come lo era di quella di Gesù. E questa missione è portare la tenerezza di Dio all’umanità sofferente. (P. Francesco Angelus, Piazza San Pietro, 7 febbraio 2021)
GESUITI
RispondiEliminaCi troviamo nella prima
giornata di Gesù che è il programma di tutta la sua attività. Ha detto
che il tempo è finito, non c’è da aspettare altro tempo perché il
regno di Dio è qui, non è altrove, è nella nostra quotidianità che si
vive oppure muori. Basta che ti giri, devi cioè cambiare direzione al
tuo modo di vivere e cambiare direzione vuol dire credere al
Vangelo, cioè alla buona notizia che qui ti viene raccontata.
In concreto, però, il Vangelo è Gesù. Quindi credere al
Vangelo vuol dire seguire Lui, quindi comincia a camminare dietro a
Lui e vedi quello che capita.
Io come faccio ad andargli dietro? Seguendo la sua Parola.
Andare dietro a una persona vuol dire seguire quello che dice.
La volta scorsa abbiamo visto quello che capita ascoltando
la sua Parola che è il programma di tutto il Vangelo. Se ascolti la sua
Parola ti accorgi che esce da te lo spirito del male, con la menzogna
che ci tiene schiavi nella paura e quindi ci rinchiude in noi stessi e ci
divide dagli altri che è principio di morte, si chiama egoismo,
principio di tutti i mali ed è questo lo spirito del male che c’è in ciascuno di noi. Quindi
l’ascolto della Parola di verità, e la parola di
verità è che siamo amati infinitamente da Dio e solo questo dirà il
Vangelo, e Gesù che è il Figlio amato dal Padre, si è messo in fila con
i fratelli peccatori per dire “Guardate che anch’io vi amo come vi
ama il Padre e dalla mia vita capite chi è Dio e chi siete voi: siete figli
amati”.
Quindi l’esorcismo è il programma di tutto il Vangelo, che ti fa
scoprire la tua verità di persona, che è la sete di essere amato ed è il
fondamento di ogni esistenza, anche dei nostri cani, dei gatti, di
tutti gli uomini. Tutto il male lo si fa anche per essere amato o per
sembrare almeno importanti.
Questa suocera di Pietro è malata,
“giace con la febbre” e la prima cosa che fanno queste persone è parlare di lei a Gesù. Il primo
servizio che Gesù rende a questa donna è ascoltare quello che le
altre persone dicono. Il primo servizio che viene reso a questa
persona è quello dell’ascolto, non va immediatamente a guarire,
non sa già tutto e anche se lo sa non è quello che gli interessa. Il
poter ascoltare e il poter essere ascoltati.La rimette in piedi, la restituisce a se stessa, come se la
ricreasse attraverso questa resurrezione e la resuscita prendendole
la mano. Uno degli aspetti di questo gesto è come se questa febbre è
ciò che mi divide, è ciò che mi separa, la mano di Gesù che prende la
mano di questa donna, ristabilisce una relazione, un contatto. Gesù
si fa avanti anche in questo modo, in un certo senso strappa dalla
solitudine questa persona. E’ un primo aspetto di questo prendere la
mano.La rimette in piedi, la restituisce a se stessa, come se la
ricreasse attraverso questa resurrezione e la resuscita prendendole
la mano. Uno degli aspetti di questo gesto è come se questa febbre è
ciò che mi divide, è ciò che mi separa, la mano di Gesù che prende la
mano di questa donna, ristabilisce una relazione, un contatto. Gesù
si fa avanti anche in questo modo, in un certo senso strappa dalla
solitudine questa persona. E’ un primo aspetto di questo prendere la
mano.E poi c’è una cosa strana: fa bene a un malato il fatto di
dormire. Gesù va a risvegliare la suocera di Pietro. La parola
risvegliare vuol dire risuscitare, la stessa parola che si userà per
Gesù: la risuscita, perché noi passiamo dalla morte alla vita se
amiamo i fratelli, se siamo chiusi nell’egoismo siamo morti. E’ quindi
un gesto di risurrezione, è segno di resurrezione, vale più di
resuscitare i morti quello che Gesù fa a questa donna.la mano di Gesù che prende la
mano di questa donna, ristabilisce una relazione, un contatto. Gesù
si fa avanti anche in questo modo, in un certo senso strappa dalla
solitudine questa persona.
Gesù l’unica definizione che dà di sé è “Io sono in mezzo a voi
come colui che serve. Voi sapete che il Figlio dell’uomo non è
venuto per dominare ma per servire”. In questo servire c’è tutto il
programma di Gesù.
Che cos’è il servire?
Il servire potremmo tradurlo nell’amare.