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venerdì 29 dicembre 2017

"TU MADRE Y TUS HERMANOS" Mt 12,46-50


 




6 commenti:

  1. Antifona
    Ecco, Dio è il mio aiuto,
    il Signore sostiene la mia vita.
    A te con gioia offrirò sacrifici
    e loderò il tuo nome, o Signore, perché tu sei buono. (Cf. Sal 53,6.8)

    Colletta
    Sii propizio a noi tuoi fedeli, o Signore,
    e donaci in abbondanza i tesori della tua grazia,
    perché, ardenti di speranza, fede e carità,
    restiamo sempre vigilanti nel custodire i tuoi comandamenti.
    Per il nostro Signore Gesù Cristo.


    Prima Lettura
    Getterà in fondo al mare tutti i nostri peccati.
    Dal libro del profeta Michèa
    Mic 7,14-15.18-20

    Pasci il tuo popolo con la tua verga,
    il gregge della tua eredità,
    che sta solitario nella foresta
    tra fertili campagne;
    pascolino in Basan e in Gàlaad
    come nei tempi antichi.
    Come quando sei uscito dalla terra d’Egitto,
    mostraci cose prodigiose.
    Quale dio è come te,
    che toglie l’iniquità e perdona il peccato
    al resto della sua eredità?
    Egli non serba per sempre la sua ira,
    ma si compiace di manifestare il suo amore.
    Egli tornerà ad avere pietà di noi,
    calpesterà le nostre colpe.
    Tu getterai in fondo al mare tutti i nostri peccati.
    Conserverai a Giacobbe la tua fedeltà,
    ad Abramo il tuo amore,
    come hai giurato ai nostri padri
    fin dai tempi antichi.

    Parola di Dio.


    Salmo Responsoriale
    Dal Sal 84 (85)

    R. Mostraci, Signore, la tua misericordia.

    Sei stato buono, Signore, con la tua terra,
    hai ristabilito la sorte di Giacobbe.
    Hai perdonato la colpa del tuo popolo,
    hai coperto ogni loro peccato. R.

    Ritorna a noi, Dio nostra salvezza,
    e placa il tuo sdegno verso di noi.
    Forse per sempre sarai adirato con noi,
    di generazione in generazione riverserai la tua ira? R.

    Non tornerai tu a ridarci la vita,
    perché in te gioisca il tuo popolo?
    Mostraci, Signore, la tua misericordia
    e donaci la tua salvezza. R.


    Acclamazione al Vangelo
    Alleluia, alleluia.

    Se uno mi ama, osserverà la mia parola, dice il Signore,
    e il Padre mio lo amerà e noi verremo a lui. (Gv 14,23)

    Alleluia.

    Vangelo
    Tendendo la mano verso i suoi discepoli, disse: «Ecco mia madre e i miei fratelli!».
    Dal Vangelo secondo Matteo
    Mt 12,46-50

    In quel tempo, mentre Gesù parlava ancora alla folla, ecco, sua madre e i suoi fratelli stavano fuori e cercavano di parlargli.
    Qualcuno gli disse: «Ecco, tua madre e i tuoi fratelli stanno fuori e cercano di parlarti».
    Ed egli, rispondendo a chi gli parlava, disse: «Chi è mia madre e chi sono i miei fratelli?».
    Poi, tendendo la mano verso i suoi discepoli, disse: «Ecco mia madre e i miei fratelli! Perché chiunque fa la volontà del Padre mio che è nei cieli, egli è per me fratello, sorella e madre».

    Parola del Signore.

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  2. Le Parole dei Papi
    Gesù era così: prima la gente, servire la gente, aiutare la gente, insegnare alla gente, guarire la gente. Era per la gente. Non aveva tempo neppure per mangiare. I suoi familiari (…) arrivano nel posto dove Gesù sta predicando e lo mandano a chiamare. Gli viene detto: «Ecco, tua madre, i tuoi fratelli e le tue sorelle stanno fuori e ti cercano». Egli risponde: «Chi è mia madre e chi sono i miei fratelli?», e guardando le persone che stavano intorno a Lui per ascoltarlo aggiunge: «Ecco mia madre e i miei fratelli! Perché chi fa la volontà di Dio, costui per me è fratello, sorella e madre». Gesù ha formato una nuova famiglia, non più basata sui legami naturali, ma sulla fede in Lui, sul suo amore che ci accoglie e ci unisce tra noi, nello Spirito Santo. Tutti coloro che accolgono la parola di Gesù sono figli di Dio e fratelli tra di loro. Accogliere la parola di Gesù ci fa fratelli tra noi, ci rende la famiglia di Gesù. (…) Quella risposta di Gesù non è una mancanza di rispetto verso sua madre e i suoi familiari. Anzi, per Maria è il più grande riconoscimento, perché proprio lei è la perfetta discepola che ha obbedito in tutto alla volontà di Dio. Ci aiuti la Vergine Madre a vivere sempre in comunione con Gesù, riconoscendo l’opera dello Spirito Santo che agisce in Lui e nella Chiesa, rigenerando il mondo a vita nuova.
    (FRANCESCO Angelus, 10 giugno 2018)
    Questa parola di Gesù, se ci pensiamo bene, genera un modo nuovo di intendere la famiglia. Vedete? All’inizio io mi sono rivolto a voi chiamandovi “fratelli e sorelle”. Non è solo una formula, un modo di dire convenzionale. No. È una realtà, una realtà nuova generata da Gesù Cristo. E come vi dicevo, questa parola di Gesù ha radicalmente rinnovato la famiglia, per cui il legame più forte, più importante per noi cristiani non è più quello di sangue, ma è l’amore di Cristo. Il suo amore trasforma la famiglia, la libera dalle dinamiche dell’egoismo, che derivano dalla condizione umana e dal peccato, la libera e la arricchisce di un legame nuovo, ancora più forte ma libero, non dominato dagli interessi e dalle convenzioni della parentela, ma animato dalla gratitudine, dalla riconoscenza, dal servizio reciproco. (…) Le radici sono importanti! E noi rendiamo grazie a Dio per il dono della vita e per quelli che ce l’hanno trasmessa. Ma soprattutto rendiamo grazie perché Gesù Cristo ci ha chiamato a far parte della sua famiglia, nella quale ciò che conta è fare la volontà del Padre che è nei cieli. (Francesco - Discorso nel pellegrinaggio alla diocesi di Asti, 5 maggio 2023)

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  3. Ratzinger - Benedetto XVI Gesù di Nazareth
    PADRE NOSTRO
    Sia fatta la tua volontà come in cielo così in terra

    Dalle parole di questa domanda si rendono immediatamente evidenti due cose: c'è una volontà di Dio con noi e per noi che deve diventare il criterio del nostro volere e del nostro essere. E ancora: la caratteristica del «cielo» è che lì immancabilmente vien fatta la volontà di Dio, o con altre parole: dove si fa la volontà di Dio, è cielo. L'essenza del cielo è l'essere una cosa sola con la volontà di Dio, l'unione tra volontà e verità. La terra diventa «cielo», se e in quanto in essa vien fatta la volontà di Dio, mentre è solo «terra», polo opposto del cielo, se e in quanto essa si sottrae alla volontà di Dio. Perciò noi chiediamo che le cose in terra vadano come in cielo, che la terra diventi «cielo».

    Ma che cosa significa «volontà di Dio»? Come la riconosciamo? Come possiamo adempierla? Le Sacre Scritture partono dal presupposto che l'uomo nel suo intimo sappia della volontà di Dio, che esista una comunione di sapere con Dio, profondamente inscritta in noi, che chiamiamo coscienza (cfr., per es., Rm 2,15). Ma esse sanno anche che questa comunione di sapere con il Creatore, che Egli stesso ci ha dato creandoci «a sua somiglianza», è stata sepolta nel corso della storia mai estinguibile totalmente, essa tuttavia è stata ricoperta in molti modi; una fiamma debolmente guizzante, che troppo spesso rischia di essere soffocata sotto la cenere di tutti i pregiudizi immessi in noi. E per questo Dio ci ha parlato nuovamente, con parole nella storia che si rivolgono a noi dall' esterno e danno un aiuto al nostro sapere interiore ormai troppo velato.

    Il nucleo di queste «lezioni sussidiarie» della storia, nella rivelazione biblica, è il Decalogo del monte Sin ai che - come abbiamo visto - dal Discorso della montagna non viene per nulla abolito o reso una «legge vecchia» ma, sviluppato ulteriormente, risplende ancora più chiaramente in tutta la sua profondità e grandezza. Questa Parola - l'abbiamo visto - non è una cosa che all'uomo viene imposta dall'esterno. Essa è - nella misura in cui siamo capaci di riceverla - rivelazione della natura di Dio stesso e con ciò spiegazione della verità del nostro essere: ci viene svelato lo spartito della nostra esistenza, di modo che possiamo leggerlo e tradurlo nella vita. La volontà di Dio deriva dall' essere di Dio e ci introduce quindi nella verità del nostro essere, ci libera dall' autodistruzione mediante la menzogna.

    Poiché il nostro essere proviene da Dio, possiamo, nonostante tutte le sozzure che ci ostacolano, metter ci in cammino verso la volontà di Dio. Il concetto veterotestamentario di «giusto» significava proprio questo: vivere della parola di Dio e così della volontà di Dio ed entrare progressivamente in sintonia con questa volontà.

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    1. -->Ma quando Gesù ci parla della volontà di Dio e del cielo, in cui si compie la volontà di Dio, questo ha di nuovo a che fare in modo centrale con la sua missione personale. Presso il pozzo di Giacobbe Egli dice ai discepoli che gli portano da mangiare: «Mio cibo è fare la volontà di colui che mi ha mandato» (Gv 4,34). Ciò significa: essere una cosa sola con la volontà del Padre è la fonte della vita di Gesù. L'unità di volontà col Padre è il nocciolo del suo essere in assoluto. Nella domanda del Padre nostro avvertiamo, però, sullo sfondo soprattutto l'appassionata lotta interiore di Gesù durante il suo dialogo nell'Orto degli ulivi: «Padre mio, se è possibile, passi da me questo calice! Però non come voglio io, ma come vuoi tu!» - «Padre mio, se questo calice non può passare da me senza che io lo beva, sia fatta la tua volontà» (Mt 26,39.42). Di questa preghiera di Gesù, nella quale Egli ci permette di guardare nella sua anima umana e nel suo diventare «una»con la volontà di Dio, dovremo occuparci ancora in modo particolare quando rifletteremo sulla passione di Gesù.

      L'autore della Lettera agli Ebrei ha individuato nella lotta interiore dell'Orto degli ulivi lo svelamento del centro del mistero di Gesù (cfr. 5,7) e - partendo da questo sguardo nell' anima di Gesù - ha interpretato questo mistero con il Salmo 40. Egli legge il Salmo così: «Tu non hai voluto né sacrificio né offerta, un corpo invece mi hai preparato. L..] Allora ho detto: ecco io vengo - poiché di me sta scritto nel rotolo del libro - per fare, o Dio, la tua volontà» (Eb 10,5ss; cfr. Sal 40,7 -9). L'intera esistenza di Gesù è riassunta nella parola: «Ecco io vengo, per fare la tua volontà». Solo così comprendiamo pienamente la parola: «Mio cibo è fare la volontà di colui che mi ha mandato». E a partire di là comprendiamo ora che Gesù stesso è «il cielo» nel senso più profondo e più autentico Egli, nel quale e mediante il quale la volontà di Dio vien fatta pienamente.

      Guardando a Lui impariamo che, di nostro, noi non possiamo mai essere pienamente «giusti»: la forza di gravità della nostra volontà ci trascina sempre di nuovo lontano dalla volontà di Dio, ci fa diventare semplice «terra». Egli invece ci accoglie, ci attrae in alto verso di sé, dentro di sé, e nella comunione con Lui apprendiamo anche la volontà di Dio. Così, in questa terza domanda del Padre nostro, chiediamo ultimamente di avvicinarci sempre di più a Lui affinché la volontà di Dio vinca la forza di gravità del nostro egoismo e ci faccia capaci dell' altezza alla quale siamo chiamati.

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  4. GESUITI -"Perché chiunque fa la volontà del Padre mio che è nei cieli, questi è mio fratello, sorella e madre". Il perché di questo è la volontà del Padre mio. È il tema dominante di tutto il Vangelo di Matteo. La volontà è sempre in connessione al Padre. In che cosa consiste la volontà del Padre? La volontà del Padre è il suo amore per il Figlio e per tutti gli uomini che sono suoi figli. Gesù è il Figlio, il Verbo, perché è la perfetta volontà del Padre eseguita, ha la stessa volontà del Padre, ha lo stesso amore del Padre, ha la stessa vita del Padre. Ha lo Spirito Santo che è l'amore tra loro due. Noi siamo chiamati come Lui a fare la volontà del Padre, cioè ad avere lo stesso Spirito. E come si fa a fare la volontà del Padre? Semplicemente ascoltando Gesù e facendo la sua Parola.
    Gesù è la volontà del Padre perfettamente eseguita. Ascoltando Lui e facendo come Lui noi diventiamo come Lui, abbiamo la stessa volontà del Padre. Cioè lo stesso amore del Padre. E l'amore del Padre è lo Spirito Santo; quindi noi abbiamo la vita di Dio ed entriamo nella Trinità. Come amati dal Padre, come amanti il Padre e i fratelli nel Figlio. Costui mi è fratello, sorella, madre. L'ultima parola è madre, in posizione enfatica: come all'inizio stava madre, ora lo pone alla fine. La prima cosa è che facendo la volontà del Padre che sta nei cieli, diventiamo sua madre sulla terra. Cioè lo facciamo vivere.
    Maria è la prima donna che ha detto sì alla volontà del Padre ed è nato il Figlio.

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  5. https://salmiognigiorno.blogspot.com/2024/11/salmo-85-psalm-85-psaume-85-b.html

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