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mercoledì 27 dicembre 2017

“ALGUIEN MÁS GRANDE QUE SALOMÓN ESTÁ AQUI !” MT 12,38-41







 



5 commenti:

  1. Le Parole dei Papi
    Il segno di Giona, il vero, è quello che ci dà la fiducia di essere salvati per il sangue di Cristo. Quanti cristiani, quanti ce ne sono, pensano che saranno salvati soltanto per quello che loro fanno, per le loro opere. Le opere sono necessarie, ma sono una conseguenza, una risposta a quell’amore misericordioso che ci salva. Ma le opere sole, senza questo amore misericordioso non servono. Invece, la ‘sindrome di Giona’ ha fiducia soltanto nella sua giustizia personale, nelle sue opere. (Papa Francesco – Omelia Santa Marta, 14 ottobre 2013)

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    1. Antifona
      Ecco, Dio è il mio aiuto,
      il Signore sostiene la mia vita.
      A te con gioia offrirò sacrifici
      e loderò il tuo nome, o Signore, perché tu sei buono. (Cf. Sal 53,6.8)

      Colletta
      Sii propizio a noi tuoi fedeli, o Signore,
      e donaci in abbondanza i tesori della tua grazia,
      perché, ardenti di speranza, fede e carità,
      restiamo sempre vigilanti nel custodire i tuoi comandamenti.
      Per il nostro Signore Gesù Cristo.


      Prima Lettura
      Uomo, ti è stato insegnato ciò che richiede il Signore da te.
      Dal libro del profeta Michèa
      Mi 6,1-4.6-8

      Ascoltate dunque ciò che dice il Signore:
      «Su, illustra la tua causa ai monti
      e i colli ascoltino la tua voce!».
      Ascoltate, o monti, il processo del Signore,
      o perenni fondamenta della terra,
      perché il Signore è in causa con il suo popolo,
      accusa Israele.
      «Popolo mio, che cosa ti ho fatto?
      In che cosa ti ho stancato? Rispondimi.
      Forse perché ti ho fatto uscire dalla terra d’Egitto,
      ti ho riscattato dalla condizione servile
      e ho mandato davanti a te
      Mosè, Aronne e Maria?».
      «Con che cosa mi presenterò al Signore,
      mi prostrerò al Dio altissimo?
      Mi presenterò a lui con olocausti,
      con vitelli di un anno?
      Gradirà il Signore
      migliaia di montoni
      e torrenti di olio a miriadi?
      Gli offrirò forse il mio primogenito
      per la mia colpa,
      il frutto delle mie viscere
      per il mio peccato?».
      Uomo, ti è stato insegnato ciò che è buono
      e ciò che richiede il Signore da te:
      praticare la giustizia,
      amare la bontà,
      camminare umilmente con il tuo Dio.

      Parola di Dio.

      Salmo Responsoriale
      Dal Sal 49 (50)

      R. A chi cammina per la retta via, mostrerò la salvezza di Dio.

      «Davanti a me riunite i miei fedeli,
      che hanno stabilito con me l’alleanza
      offrendo un sacrificio».
      I cieli annunciano la sua giustizia:
      è Dio che giudica. R.

      «Non ti rimprovero per i tuoi sacrifici,
      i tuoi olocàusti mi stanno sempre davanti.
      Non prenderò vitelli dalla tua casa
      né capri dai tuoi ovili». R.

      «Perché vai ripetendo i miei decreti
      e hai sempre in bocca la mia alleanza,
      tu che hai in odio la disciplina
      e le mie parole ti getti alle spalle? R.

      Hai fatto questo e io dovrei tacere?
      Forse credevi che io fossi come te!
      Ti rimprovero: pongo davanti a te la mia accusa.
      Chi offre la lode in sacrificio, questi mi onora». R.

      Acclamazione al Vangelo
      Alleluia, alleluia.

      Oggi non indurite il vostro cuore,
      ma ascoltate la voce del Signore. (Cf. Sal 94 (95),8ab)

      Alleluia.

      Vangelo
      La regina del Sud si alzerà contro questa generazione.
      Dal Vangelo secondo Matteo
      Mt 12,38-42

      In quel tempo, alcuni scribi e farisei dissero a Gesù: «Maestro, da te vogliamo vedere un segno».
      Ed egli rispose loro: «Una generazione malvagia e adultera pretende un segno! Ma non le sarà dato alcun segno, se non il segno di Giona il profeta. Come infatti Giona rimase tre giorni e tre notti nel ventre del pesce, così il Figlio dell'uomo resterà tre giorni e tre notti nel cuore della terra.
      Nel giorno del giudizio, quelli di Nìnive si alzeranno contro questa generazione e la condanneranno, perché essi alla predicazione di Giona si convertirono. Ed ecco, qui vi è uno più grande di Giona! Nel giorno del giudizio, la regina del Sud si alzerà contro questa generazione e la condannerà, perché ella venne dagli estremi confini della terra per ascoltare la sapienza di Salomone. Ed ecco, qui vi è uno più grande di Salomone!».

      Parola del Signore.

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    2. Le Parole dei Papi
      Questi dottori della legge non capivano i segni del tempo e chiedevano un segno straordinario (Gesù gliel’ha dato dopo). Perché non capivano? Prima di tutto, perché erano chiusi. Erano chiusi nel loro sistema, avevano sistemato la legge benissimo, un capolavoro. […] Era tutto sistemato. […] Loro non capivano che Dio è il Dio delle sorprese, che Dio è sempre nuovo […] E loro non capivano e si chiudevano in quel sistema fatto con tanta buona volontà e chiedevano a Gesù: ‘Ma, fai un segno!’. E non capivano i tanti segni che faceva Gesù e che indicavano che il tempo era maturo. Chiusura! Secondo, avevano dimenticato che loro erano un popolo in cammino. In cammino! E quando ci si incammina, quando uno è in cammino, sempre trova cose nuove, cose che non conosceva. […] E questo deve farci pensare: io sono attaccato alle mie cose, alle mie idee, chiuso? O sono aperto al Dio delle sorprese? Sono una persona ferma o una persona che cammina? Io credo in Gesù Cristo – in Gesù, quello che ha fatto: è morto, risorto e finita la storia – credo che il cammino vada avanti verso la maturità, verso la manifestazione di gloria del Signore? Io sono capace di capire i segni dei tempi ed essere fedele alla voce del Signore che si manifesta in essi? Possiamo farci oggi queste domande e chiedere al Signore un cuore che ami la legge, perché la legge è di Dio; che ami anche le sorprese di Dio e che sappia che questa legge santa non è fine a se stessa
      (Papa Francesco, Omelia da Santa Marta, 13 ottobre 2014).

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    3. BENEDETTO XVI - DEUS CARITAS EST
      1. « Dio è amore; chi sta nell'amore dimora in Dio e Dio dimora in lui » (1 Gv 4, 16). Queste parole della Prima Lettera di Giovanni esprimono con singolare chiarezza il centro della fede cristiana: l'immagine cristiana di Dio e anche la conseguente immagine dell'uomo e del suo cammino. Inoltre, in questo stesso versetto, Giovanni ci offre per così dire una formula sintetica dell'esistenza cristiana: « Noi abbiamo riconosciuto l'amore che Dio ha per noi e vi abbiamo creduto ».

      Abbiamo creduto all'amore di Dio — così il cristiano può esprimere la scelta fondamentale della sua vita. All'inizio dell'essere cristiano non c'è una decisione etica o una grande idea, bensì l'incontro con un avvenimento, con una Persona, che dà alla vita un nuovo orizzonte e con ciò la direzione decisiva. Nel suo Vangelo Giovanni aveva espresso quest'avvenimento con le seguenti parole: « Dio ha tanto amato il mondo da dare il suo Figlio unigenito,
      perché chiunque crede in lui ... abbia la vita eterna »
      (3, 16).
      Con la centralità dell'amore, la fede cristiana ha accolto quello che era il nucleo della fede d'Israele e al contempo ha dato a questo nucleo una nuova profondità e ampiezza.
      L'Israelita credente, infatti, prega ogni giorno con le parole del Libro del Deuteronomio, nelle quali egli sa che è racchiuso il centro della sua esistenza:
      « Ascolta, Israele: il Signore è il nostro Dio, il Signore è uno solo.
      Tu amerai il Signore tuo Dio con tutto il cuore, con tutta l'anima e con tutte le forze »
      (6, 4-5).
      Gesù ha unito, facendone un unico precetto, il comandamento dell'amore di Dio con quello dell'amore del prossimo, contenuto nel Libro del Levitico: « Amerai il tuo prossimo come te stesso » (19, 18; Mc 12, 29-31).
      Siccome Dio ci ha amati per primo
      ( 1 Gv 4, 10), l'amore adesso non è più solo un « comandamento »,
      ma è la risposta al dono dell'amore, col quale Dio ci viene incontro.

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  2. FAUSTI - Chi non crede a Lui, chi non apre la mano per accogliere il dono, chi non vuol riconoscerlo contro ogni evidenza,
    Lo toglie di mezzo e commette il peccato contro lo Spirito.
    Ma proprio per lui, che non accetta nessuno dei Suoi segni, Gesù dà il segno di Giona : la propria Vita. Chi sceglie contro di Lui, conoscendolo, ha scelto per satana, contro Dio. Ma questo, che è “il” male, pro-voca il Figlio dell'uomo a entrare per tre giorni nel cuore della terra, in solidarietà assoluta con l'uomo che Lo rifiuta.
    Segno più grande neppure Dio può dare.
    In esso si rivela la Sua identità : misericordioso e clemente, longanime, di grande amore, che davanti al male si lascia impietosire (Gn 4,2) ; e, davanti al male estremo, si fa pietà estrema, fino a portarlo su di Sé.
    Altro segno non sarà dato, perchè questo è il segno dell'Altro, rivelazione della Sua alterità unica.
    Gesù nel Suo segno, è ben più di Giona profeta : ci fa vedere Dio nella Sua realtà più intima , la Misericordia.
    La Chiesa, composta da Giudei e pagani, riconosce il segno del Figlio dell'uomo : vede nel Crocifisso la Potenza e la Sapienza di Dio.

    Ai farisei che chiedono segni per credere, Gesù risponde con la promessa del più grande segno del mondo, la Sua Resurrezione che vince il male del mondo, almeno in questo crederanno! Ed è definitivamente promessa di partecipazione ai credenti nella stessa destinazione di gloria. Ma per chi Lo accoglie e crede in Lui, i doni che Egli porta sono la profezia di questa resurrezione.
    Egli “è venuto a portare il lieto annunzio ai miseri, a fasciare le piaghe dei cuori spezzati, a proclamare la libertà degli schiavi, la scarcerazione dei prigionieri, a promulgare l'anno di misericordia del Signore...”(Is 61,1-2) e saranno consolati gli afflitti, lieti e felici i tristi, canteranno lodi a Dio i guariti... Essi stessi saranno segno :”Si chiameranno querce di giustizia, piantagione del Signore, per manifestare la Sua Gloria” (Is 61,3) , saranno i testimoni del Suo Amore!.

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