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mercoledì 13 dicembre 2017

"MI YUGO ES SUAVE " Mt 11, 29-30




4 commenti:


  1. Antifona

    Il Signore viene, non tarderà:
    metterà in luce i segreti delle tenebre
    e si rivelerà a tutte le genti. (Cf. Ab 2,3; 1Cor 4,5)

    Colletta

    Dio onnipotente,
    che ci comandi di preparare la via a Cristo Signore,
    donaci, nella tua benevolenza,
    di non lasciarci abbattere dalle nostre debolezze,
    mentre attendiamo la consolante presenza del medico celeste.
    Per il nostro Signore Gesù Cristo.

    Prima Lettura
    Il Signore dà forza a chi è stanco.

    Dal libro del profeta Isaìa
    Is 40,25-31

    «A chi potreste paragonarmi,
    quasi che io gli sia pari?» dice il Santo.
    Levate in alto i vostri occhi e guardate:
    chi ha creato tali cose?
    Egli fa uscire in numero preciso il loro esercito
    e le chiama tutte per nome;
    per la sua onnipotenza e il vigore della sua forza
    non ne manca alcuna.
    Perché dici, Giacobbe,
    e tu, Israele, ripeti:
    «La mia via è nascosta al Signore
    e il mio diritto è trascurato dal mio Dio»?
    Non lo sai forse?
    Non l'hai udito?
    Dio eterno è il Signore,
    che ha creato i confini della terra.
    Egli non si affatica né si stanca,
    la sua intelligenza è inscrutabile.
    Egli dà forza allo stanco
    e moltiplica il vigore allo spossato.
    Anche i giovani faticano e si stancano,
    gli adulti inciampano e cadono;
    ma quanti sperano nel Signore riacquistano forza,
    mettono ali come aquile,
    corrono senza affannarsi,
    camminano senza stancarsi.

    Parola di Dio.

    Salmo Responsoriale

    Dal Sal 102 (103)

    R. Benedici il Signore, anima mia.

    Benedici il Signore, anima mia,
    quanto è in me benedica il suo santo nome.
    Benedici il Signore, anima mia,
    non dimenticare tutti i suoi benefici. R.

    Egli perdona tutte le tue colpe,
    guarisce tutte le tue infermità,
    salva dalla fossa la tua vita,
    ti circonda di bontà e misericordia. R.

    Misericordioso e pietoso è il Signore,
    lento all'ira e grande nell'amore.
    Non ci tratta secondo i nostri peccati
    e non ci ripaga secondo le nostre colpe. R.

    Acclamazione al Vangelo

    Alleluia, alleluia.

    Ecco, viene il Signore a salvare il suo popolo:
    beati coloro che sono preparati all'incontro.

    Alleluia.

    Vangelo
    Venite a me, voi tutti che siete stanchi.

    Dal Vangelo secondo Matteo
    Mt 11,28-30

    In quel tempo, Gesù disse:
    «Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, e io vi darò ristoro. Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro per la vostra vita. Il mio giogo infatti è dolce e il mio peso leggero».

    Parola del Signore.

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    Risposte
    1. Parole del Santo Padre

      L’invito del Signore è sorprendente: chiama a seguirlo persone semplici e gravate da una vita difficile, chiama a seguirlo persone che hanno tanti bisogni e promette loro che in Lui troveranno riposo e sollievo. L’invito è rivolto in forma imperativa: «venite a me», «prendete il mio giogo», «imparate da me». […] Ricordiamoci queste parole del Signore, che ci danno tanta consolazione e ci fanno capire se stiamo mettendo le nostre forze al servizio del bene. Infatti, a volte la nostra stanchezza è causata dall’aver posto fiducia in cose che non sono l’essenziale, perché ci siamo allontanati da ciò che vale realmente nella vita. Il Signore ci insegna a non avere paura di seguirlo, perché la speranza che poniamo in Lui non sarà delusa. Siamo chiamati quindi a imparare da Lui cosa significa vivere di misericordia per essere strumenti di misericordia. Vivere di misericordia è sentirsi bisognoso della misericordia di Gesù, e quando noi ci sentiamo bisognosi di perdono, di consolazione, impariamo a essere misericordiosi con gli altri. Tenere fisso lo sguardo sul Figlio di Dio ci fa capire quanta strada dobbiamo ancora fare; ma al tempo stesso ci infonde la gioia di sapere che stiamo camminando con Lui e non siamo mai soli. Coraggio, dunque, coraggio! Non lasciamoci togliere la gioia di essere discepoli del Signore. (Udienza generale, 14 settembre 2016)
      Gesù promette di dare ristoro a tutti, ma ci fa anche un invito, che è come un comandamento: «Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore» (Mt 11,29). Il “giogo” del Signore consiste nel caricarsi del peso degli altri con amore fraterno. Una volta ricevuto il ristoro e il conforto di Cristo, siamo chiamati a nostra volta a diventare ristoro e conforto per i fratelli, con atteggiamento mite e umile, ad imitazione del Maestro. La mitezza e l’umiltà del cuore ci aiutano non solo a farci carico del peso degli altri, ma anche a non pesare su di loro con le nostre vedute personali, i nostri giudizi, le nostre critiche o la nostra indifferenza. (Angelus, 6 luglio 2014)

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  2. FAUSTI
    11,28 “Venita a me” E' l'invito a seguire Lui (4,19), a partecipare alle nozze (22,2-4), a entrare nel Regno
    preparato per noi fin dalla fondazione del mondo (25,34).
    Nella carne di Gesù noi accediamo allo Spirito e attingiamo grazia su grazia (Gv 1,17).
    In Lui il Verbo si è fatto carne, è venuto ad abitare tra noi e ci ha aperto l'ingresso all'unica Gloria del Padre e dell'Unigenito Figlio (Gv 1,14).
    La Sapienza invisibile, che si è manifestata con la Sua ombra nella Creazione e nella Storia, nella legge e nella promessa, ora toglie il velo .
    È accessibile a tutti, come Amore tra Padre e Figlio, offerto a noi nel Figlio.
    “ Voi tutti, affaticati e oppressi” grande è la fatica di chi osserva la Legge , più grande ancora l'oppressione di chi non la osserva!
    Non ha detto anche Gesù che la Legge è da insegnare e compiere, fin nel minimo dettaglio ? (5,17-20)? E' vero, ma non in forza della legge, ma dell'amore, che fa vivere ciò che la Legge dice, ma non dà. Ciò che prima era fatica e oppressione, ora è gioia, riposo e giustizia nuova, che ci fa “mangiare di sabato”, vivere la stessa vita di Dio.
    ”Vi darò riposo” Il riposo è Dio stesso, vera casa dell'uomo, al quale ognuno è invitato a tornare, dopo l'affanno delle sue fughe.
    L'uomo sta di casa nell'amore reciproco tra Figlio e Padre.
    “Prendete il Mio giogo su di voi” Il giogo permette all'animale di usare la sua forza in modo utile.E' come la Legge per l'uomo: dura ma necessaria disciplina, canalizza le sue energie perché possa guadagnarsi il “pane di sudore” (Sl 127,2a) A questo Gesù contrappone il Suo giogo : la liberalità del Padre, che elargisce doni ai Suoi diletti nel sonno (Sl 127,2b) .
    E' un giogo dolce : l'amore con il quale Lui mi ha amato e ha dato Se stesso per me, diventa il mio stesso amore per Lui (Gal 2,20).
    “Imparate da me, che sono mite e umile di cuore”
    Gesù è la Sapienza che insegna l'amore agli inesperti, esperti solo di egoismo.
    Gesù è il Mite, Colui che eredita la terra (5,5) .
    La mitezza è la qualità del Signore, il cui potere è servire e perdonare. E' il piccolo, l'umile, il servo, l'ultimo. Ed è il più grande, perché chi è umile sarà innalzato.
    La pace sta nel trovare questa strada, la più antica : quella eterna del Figlio, la via della mitezza e dell'umiltà, che conduce al riposo del Padre, che è anche il nostro.
    La Legge dell'amore non è un fardello da portare, ma un paio di ali che portano.
    E' un peso che non pesa, un carico che scarica e rende leggeri.
    L'amore infatti è forza interiore divina: è lo stesso Spirito di Dio, che ci dice tutta la Verità e ci dà la forza per viverla.
    (Gv 16,12).
    Al giogo che né noi né i nostri padri han saputo portare, subentra la Grazia del Signore che salva.
    E' la legge di libertà (Gc 2,12), quella della Nuova Alleanza, che ci dà un cuore nuovo (Ez 36,26-28)

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  3. https://salmiognigiorno.blogspot.com/2024/09/salmo-3433-psaume-34-psalm-34-salvezza.html

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