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lunedì 11 dicembre 2017

"LA PALABRA" Mt 11, 23-25a


4 commenti:

  1. PAROLE DEI PAPI
    Quel giudizio finale è già in atto, incomincia adesso nel corso della nostra esistenza. Tale giudizio è pronunciato in ogni istante della vita, come riscontro della nostra accoglienza con fede della salvezza presente ed operante in Cristo, oppure della nostra incredulità, con la conseguente chiusura in noi stessi. Ma se noi ci chiudiamo all’amore di Gesù, siamo noi stessi che ci condanniamo. La salvezza è aprirsi a Gesù, e Lui ci salva. P. FRANCESCO UDIENZA GENERALE Piazza San Pietro Mercoledì, 11 dicembre 2013

    La fede in Dio chiede di rinnovare ogni giorno la scelta del bene rispetto al male, la scelta della verità rispetto alla menzogna, la scelta dell’amore del prossimo rispetto all’egoismo. Chi si converte a questa scelta, dopo aver sperimentato il peccato, troverà i primi posti nel Regno dei cieli, dove c’è più gioia per un solo peccatore che si converte che per novantanove giusti. Ma la conversione, cambiare il cuore, è un processo, un processo che ci purifica dalle incrostazioni morali. E a volte è un processo doloroso, perché non c’è la strada della santità senza qualche rinuncia e senza il combattimento spirituale. Combattere per il bene, combattere per non cadere nella tentazione, fare da parte nostra quello che possiamo, per arrivare a vivere nella pace e nella gioia delle Beatitudini. (Papa Francesco - Angelus, 27 settembre 2020)

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    1. Antifona
      Nella giustizia contemplerò il tuo volto,
      al mio risveglio mi sazierò della tua presenza. (Cf. Sal 16,15)

      Colletta
      O Dio, che mostri agli erranti la luce della tua verità
      perché possano tornare sulla retta via,
      concedi a tutti coloro che si professano cristiani
      di respingere ciò che è contrario a questo nome
      e di seguire ciò che gli è conforme.
      Per il nostro Signore Gesù Cristo.

      Prima Lettura
      Se non crederete, non resterete saldi.
      Dal libro del profeta Isaìa
      Is 7,1-9

      Nei giorni di Acaz, figlio di Iotam, figlio di Ozìa, re di Giuda, Resin, re di Aram, e Pekach, figlio di Romelìa, re d'Israele, salirono contro Gerusalemme per muoverle guerra, ma non riuscirono a espugnarla. Fu dunque annunciato alla casa di Davide: «Gli Aramèi si sono accampati in Èfraim». Allora il suo cuore e il cuore del suo popolo si agitarono, come si agitano gli alberi della foresta per il vento.
      Il Signore disse a Isaìa: «Va' incontro ad Acaz, tu e tuo figlio Seariasùb, fino al termine del canale della piscina superiore, sulla strada del campo del lavandaio. Tu gli dirai: "Fa' attenzione e sta' tranquillo, non temere e il tuo cuore non si abbatta per quei due avanzi di tizzoni fumanti, per la collera di Resin, degli Aramèi, e del figlio di Romelìa. Poiché gli Aramèi, Èfraim e il figlio di Romelìa hanno tramato il male contro di te, dicendo: Saliamo contro Giuda, devastiamolo e occupiamolo, e vi metteremo come re il figlio di Tabeèl.
      Così dice il Signore Dio: Ciò non avverrà e non sarà!
      Perché capitale di Aram è Damasco
      e capo di Damasco è Resin.
      Capitale di Èfraim è Samarìa
      e capo di Samarìa il figlio di Romelìa.
      Ancora sessantacinque anni
      ed Èfraim cesserà di essere un popolo.
      Ma se non crederete, non resterete saldi"».

      Parola di Dio.

      Salmo Responsoriale
      Dal Sal 47 (48)

      R. Dio ha fondato la sua città per sempre.

      Grande è il Signore e degno di ogni lode
      nella città del nostro Dio.
      La tua santa montagna, altura stupenda,
      è la gioia di tutta la terra. R.

      Il monte Sion, vera dimora divina,
      è la capitale del grande re.
      Dio nei suoi palazzi
      un baluardo si è dimostrato. R.

      Ecco, i re si erano alleati,
      avanzavano insieme.
      Essi hanno visto:
      atterriti, presi dal panico, sono fuggiti. R.

      Là uno sgomento li ha colti,
      doglie come di partoriente,
      simile al vento orientale,
      che squarcia le navi di Tarsis. R.

      Acclamazione al Vangelo
      Alleluia, alleluia.

      Oggi non indurite il vostro cuore,
      ma ascoltate la voce del Signore. (Cf. Sal 94 (95),8ab)

      Alleluia.

      Vangelo
      Nel giorno del giudizio, Tiro e Sidòne e la terra di Sòdoma saranno trattate meno duramente di voi.
      Dal Vangelo secondo Matteo
      Mt 11,20-24

      In quel tempo, Gesù si mise a rimproverare le città nelle quali era avvenuta la maggior parte dei suoi prodigi, perché non si erano convertite: «Guai a te, Corazìn! Guai a te, Betsàida! Perché, se a Tiro e a Sidòne fossero avvenuti i prodigi che ci sono stati in mezzo a voi, già da tempo esse, vestite di sacco e cosparse di cenere, si sarebbero convertite. Ebbene, io vi dico: nel giorno del giudizio, Tiro e Sidòne saranno trattate meno duramente di voi.
      E tu, Cafàrnao, sarai forse innalzata fino al cielo? Fino agli inferi precipiterai! Perché, se a Sòdoma fossero avvenuti i prodigi che ci sono stati in mezzo a te, oggi essa esisterebbe ancora! Ebbene, io vi dico: nel giorno del giudizio, la terra di Sodòma sarà trattata meno duramente di te!».

      Parola del Signore.

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  2. GESUITI Esisterà anche un giudizio su di noi e lo troviamo in 1Corinzi dove Paolo dice che noi siamo edificio di Dio, l’apostolo Paolo ha messo il fondamento che è Gesù Cristo poi dipende da come si costruisce sopra. 11Infatti nessuno può porre un fondamento diverso da quello che già vi si trova, che è Gesù Cristo. 12E se, sopra questo fondamento, si costruisce con oro, argento, pietre preziose, legno, fieno, paglia, 13l’opera di ciascuno sarà ben visibile: la farà conoscere quel giorno che si manifesterà col fuoco, e il fuoco proverà la qualità dell’opera di ciascuno. 14Se l’opera che uno costruì sul fondamento resisterà, costui ne riceverà una ricompensa; 15ma se l’opera finirà bruciata, sarà punito: tuttavia egli si salverà, però come attraverso il fuoco. (1 Corinzi 3, 11-15) Cosa dice qui Paolo? Che nel giorno del Signore verrà provato come noi abbiamo costruito la nostra vita, il fondamento della nostra vita c’è e rimane, è Gesù Cristo, il Figlio che si è fatto nostro fratello ed è la nostra verità profonda, che siamo figli, e questa verità nostra rimane sempre. Però ci è data tutta la vita per costruire su questo, una vita da figli. Se io butto via tutta la mia vita non vivendo da figlio e fratello, davvero tutto ciò che io ho fatto sarà bruciato, vale niente, è paglia, nel giorno del giudizio sarà bruciato. Io sarò salvato, sì sarà salvata di me quella parte come Dio mi ha fatto nel momento della nascita, tutto il resto sono vissuto per nulla, era meglio morire prima. Cioè è tutta una vita inutile buttata via, è questa la grande punizione, il grande fuoco che davvero brucia via tutto. E normalmente tutto quello che facciamo è destinato al fuoco, è paglia, è legno. O è invece un crescere sul fondamento che è l’amore del Figlio per i fratelli? Quindi ci richiama alla responsabilità della nostra vita, di costruire la nostra vita positivamente per cui abbia senso vivere e allora cresciamo di gloria in gloria, secondo l’icona, l’immagine del Figlio nella quale siamo destinati, ognuno nella propria misura a ricevere la propria pienezza, allora ha senso vivere.

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  3. FAUSTI - “Guai a te!”, sono le dure parole per chi rifiuta il gioco di Dio, nonostante che gli sia esplicitamente rivelato e vi sia ripetutamente inviato. Gesù nomina le città nelle quali ha operato, paragonandole alle città pagane e a Sodoma, luogo di corruzione, che avranno sorte migliore di loro nel giorno del giudizio, perchè meno colpevoli.E' un testo di crisi , esprime con chiarezza il giudizio su chi conosce Gesù e non Lo accetta, ponendo corrispondenza tra conoscenza e responsabilità, tra responsabilità e colpa, tra colpa e punizione.
    Si tratta di un'invettiva di stampo profetico . È una minaccia contro l'indurimento nel male, e vuol essere un invito ad aprire gli occhi per uscire dall'accecamento.
    Gesù condanna il male, non chi lo fa. Infatti ha detto di amare i propri nemici e darà la vita per i peccatori.. Se il male condanna il malvagio, inchiodandolo a sé, il Signore lo libera , restando Lui stesso inchiodato sulla croce , cifra di ogni male e perversione.
    La Parola profetica fa verità : dichiara il male con evidenza, facendone vedere le conseguenze negative.
    Gesù , dando la vita per i peccatori, rivela nella Sua Misericordia di Figlio il Volto del Padre, che fa sorgere il suo sole sopra i malvagi e sopra i buoni, e fa piovere sopra i giusti e sopra gli ingiusti (5,44-48).
    La Chiesa, come Corazim, Betsaida e Cafarnao, è il luogo dove avvengono di continuo i prodigi di Gesù. Li usiamo per convertirci a Lui o per difenderci da Lui?.
    – La felicità è il desiderio fondamentale dell'uomo, che si sa limitato e mortale. Egli sempre va oltre se stesso, mosso dal desiderio di raggiungere quella pienezza che gli manca e per la quale si sente fatto. Anche quando sbaglia, non cerca mai il male : desidera un bene maggiore, una felicità più grande. L'esperienza però insegna quanto è infelice, pieno di paure e angosce, sofferenze e ingiustizie, dilaniato da guerre e incomprensioni , da conflitti e da mali di tutti i tipi , dentro e fuori, a livello personale e sociale, locale e planetario.
    Il male è l'unico problema serio dell'uomo . Ogni sua azione è un tentativo di salvarsi da esso.
    Tutti sappiamo che cosa significa . Basta aprire il giornale, per vedere l'abisso di stupidità e cattiveria in cui siamo immersi. Il Paradiso è il desiderio che quei lampi di luce, che di tanto in tanto illuminano le tenebre, si fissino eternamente, e scompaia il buio di questa notte che conosciamo bene. Quando parliamo di Dio,ogni nostro concetto è analogico.
    Significa che Lui è semplicemente diverso da ciò che diciamo, che ha con Lui un certo aspetto di somiglianza. Dicendo che è giusto, affermiamo che non vuole, non tollera e non fa l'ingiustizia, che pure c'è ; ma dobbiamo anche dire che la Sua giustizia è grazia, che il Suo Giudizio è Perdono.
    La croce è dove si realizza la Sua Giustizia : Lui, il Giusto, è battezzato, immerso nel nostro peccato, e proprio così compie la volontà del Padre, la Giustizia superiore.
    Sulla croce Dio è Dio, tutto e solo Amore, vittorioso su ogni male, perfetto nella Sua giustizia, sovranamente libero e onnipotente, capace di portare Amore e Vita là dove c'è odio e morte.
    Lì Lui prevede tutto e provvede a tutti: il massimo male – l'esecuzione ingiusta del Giusto, l'uccisione dell'Autore della vita, il non senso assoluto, l'abbandono di Dio – è il luogo dove Lui si riversa nella sovrabbondanza del Suo Amore per colmare tutto e tutti della Sua Grazia.

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