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martedì 9 gennaio 2018

" ESCUCHIAD LA PARÁBOLA DEL SEMBRADOR" MT 13, 18- 22







3 commenti:

  1. Prima Lettura

    Dal libro del profeta Geremìa
    Ger 3,14-17

    Ritornate, figli traviati - oracolo del Signore - perché io sono il vostro padrone. Vi prenderò uno da ogni città e due da ciascuna famiglia e vi condurrò a Sion. Vi darò pastori secondo il mio cuore, che vi guideranno con scienza e intelligenza.
    Quando poi vi sarete moltiplicati e sarete stati fecondi nel paese, in quei giorni - oracolo del Signore - non si parlerà più dell'arca dell'alleanza del Signore: non verrà più in mente a nessuno e nessuno se ne ricorderà, non sarà rimpianta né rifatta.
    In quel tempo chiameranno Gerusalemme "Trono del Signore", e a Gerusalemme tutte le genti si raduneranno nel nome del Signore e non seguiranno più caparbiamente il loro cuore malvagio.

    Salmo Responsoriale

    Ger 31,10-12b.13

    R. Il Signore ci custodisce come un pastore il suo gregge.

    Ascoltate, genti, la parola del Signore,
    annunciàtela alle isole più lontane e dite:
    «Chi ha disperso Israele lo raduna
    e lo custodisce come un pastore il suo gregge». R.

    Perché il Signore ha riscattato Giacobbe,
    lo ha liberato dalle mani di uno più forte di lui.
    Verranno e canteranno inni sull'altura di Sion,
    andranno insieme verso i beni del Signore. R.

    La vergine allora gioirà danzando
    e insieme i giovani e i vecchi.
    «Cambierò il loro lutto in gioia,
    li consolerò e li renderò felici, senza afflizioni». R.

    Vangelo del Giorno
    Dal Vangelo secondo Matteo
    Mt 13,18-23

    In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
    «Voi dunque ascoltate la parabola del seminatore. Ogni volta che uno ascolta la parola del Regno e non la comprende, viene il Maligno e ruba ciò che è stato seminato nel suo cuore: questo è il seme seminato lungo la strada. Quello che è stato seminato sul terreno sassoso è colui che ascolta la Parola e l'accoglie subito con gioia, ma non ha in sé radici ed è incostante, sicché, appena giunge una tribolazione o una persecuzione a causa della Parola, egli subito viene meno. Quello seminato tra i rovi è colui che ascolta la Parola, ma la preoccupazione del mondo e la seduzione della ricchezza soffocano la Parola ed essa non dà frutto. Quello seminato sul terreno buono è colui che ascolta la Parola e la comprende; questi dà frutto e produce il cento, il sessanta, il trenta per uno».

    Le Parole dei Papi
    Oggi il Vangelo ci presenta la parabola del seminatore (cfr Mt 13,1-23). Quella della “semina” è un’immagine molto bella, e Gesù la usa per descrivere il dono della sua Parola. Immaginiamo un seme: è piccolo, quasi non si vede, ma fa crescere piante che portano frutti. La Parola di Dio è così; pensiamo al Vangelo, un piccolo libro, semplice e alla portata di tutti, che produce vita nuova in chi lo accoglie. Dunque, se la Parola è il seme, noi siamo il terreno: possiamo riceverla oppure no. Però Gesù, “buon seminatore”, non si stanca di seminarla con generosità. Conosce il nostro terreno, sa che i sassi della nostra incostanza e le spine dei nostri vizi (cfr vv. 21-22) possono soffocare la Parola, eppure spera, spera sempre che noi possiamo portare frutto abbondante. Così fa il Signore e così siamo chiamati a fare anche noi: a seminare senza stancarci. (…) Alla luce di tutto questo possiamo domandarci: io semino del bene? Mi preoccupo solo di raccogliere per me o anche di seminare per gli altri? Getto qualche seme di Vangelo nella vita di tutti i giorni: studio, lavoro, tempo libero? Mi scoraggio o, come Gesù, continuo a seminare, anche se non vedo risultati immediati? Maria ci aiuti ad essere seminatori generosi e gioiosi della Buona Notizia. (Francesco - Angelus, 16 lugio 2023)

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    1. Cari fratelli e sorelle, Gesù ci invita oggi a guardarci dentro: a ringraziare per il nostro terreno buono e a lavorare sui terreni non ancora buoni. Chiediamoci se il nostro cuore è aperto ad accogliere con fede il seme della Parola di Dio. Chiediamoci se i nostri sassi della pigrizia sono ancora numerosi e grandi; individuiamo e chiamiamo per nome i rovi dei vizi. Troviamo il coraggio di fare una bella bonifica del terreno, una bella bonifica del nostro cuore, portando al Signore nella Confessione e nella preghiera i nostri sassi e i nostri rovi. (Angelus, 16 luglio 2017)

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  2. FAUSTI – La parabola del seminatore descrive l'avventura della Parola in ciascuno di noi. E' la stessa di Gesù, Figlio dell'uomo che entra nel cuore della terra. La terra è per il seme ciò che l'uomo è per la Parola : è madre, che l'accoglie e gli dà vita. Ciò che Gesù ha incontrato nell'annuncio ai Suoi contemporanei e la Chiesa incontrerà nell'annuncio a tutte le genti, è ciò che la Parola incontra in ciascuno di noi . resistenze di ogni tipo e , alla fine, resa feconda.
    Gesù semina ovunque.
    Non sceglie terreni, non scarta persone, tutti siamo campo di Dio(1Cor 3,9). Il Figlio dell'uomo è gettato nel cuore della terra, di ogni uomo, segno e seme di vita per tutti.
    Un seme, anche dopo migliaia di anni, come quello ritrovato nelle piramidi d'Egitto, non perde la sua forza : è sempre in grado di germinare.
    Anche l'uomo non perde mai la sua identità di figlio ; al di là dei sentieri che lo attraversano, delle pietre che nasconde e dei rovi che lo dominano, è sempre terra bella, madre che accoglie il seme.
    La semina del Regno è feconda al di sopra di ogni attesa.
    Così Gesù, invece di scoraggiarsi per le difficoltà, esprime la speranza più assoluta nel Padre e nella Sua Parola. Seminare è sempre un atto di fede nel seme e nella terra, come vivere è sempre un atto di fede in Dio e nell'uomo.
    E ne vale la pena :”Le valli si ammantano di grano, tutto canta e grida di gioia” (Sl 65, 1- 4).
    Il Signore non ha predestinato alcuni alla comprensione, escludendone altri : vuole che tutti siano salvati e giungano alla conoscenza della verità (1Tim 2,4).
    Ma chi non Lo accetta, non è abbandonato a sé , perduto per sempre.
    Per lui la Parola è in parabole. Queste offrono il seme che germinerà quando chi non vuol capire capirà almeno di non capire e sarà disposto a mettersi in questione. La parabola è come un pacco chiuso : presto o tardi uno lo aprirà, se non altro per curiosità.


    continua con : "DA FRUTO" Mt 13,23

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