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lunedì 6 novembre 2017

"EL MUDO HABLA " Mt 9, 31-34




 



4 commenti:

  1. S. FAUSTI – La fama di Gesù esce dalla casa e si diffonde per tutta la terra, conducendo a Lui altri desiderosi di vedere la luce di cui han sentito parlare. La fama sui ciechi guariti gli porta un muto.
    La parola è ciò che dà senso alla realtà .
    Tutto senza di essa resta assurdo.
    L'uomo riceve luce dalla parola e diventa la parola che ascolta.
    Il muto è l'uomo in cui si arresta il circuito della parola : per lo più non la può sentire e quand'anche la sentisse, non la potrebbe esprimere.
    Il demonio, spirito di tenebra e di morte, impedisce la Parola di vita. Davanti a Gesù se ne va come la notte davanti al giorno.
    “Parlò il muto” Anche lui può dire ciò che ha udito e visto e toccato del Verbo della vita (1 Gv 1,1). Nel discorso sulla missione , che immediatamente segue, questa Parola si diffonderà tra tutto il popolo. “Mai apparve cosa simile” E' la meraviglia davanti al compimento della promessa .
    Davanti alla Parola, al muto che parla, c'è sempre la duplice reazione : la fede che si meraviglia e l'accoglie, l'incredulità che si indurisce e rifiuta, con ragionamenti tanto sottili quanto evidentemente contradditori.
    La storia della salvezza è uno scontro tra fede e incredulità, tra luce e tenebre.
    Queste non l'accolgono, ma neanche la possono soffocare.

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    Risposte
    1. Antifona
      O Dio, accogliamo il tuo amore nel tuo tempio.
      Come il tuo nome, o Dio,
      così la tua lode si estende sino ai confini della terra;
      è piena di giustizia la tua destra. (Cf. Sal 47,10-11)

      Colletta
      O Padre, che nell’umiliazione del tuo Figlio
      hai risollevato l’umanità dalla sua caduta,
      dona ai tuoi fedeli una gioia santa,
      perché, liberati dalla schiavitù del peccato,
      godano della felicità eterna.
      Per il nostro Signore Gesù Cristo.

      Prima Lettura
      Hanno seminato vento, raccoglieranno tempesta.
      Dal libro del profeta Osèa
      Os 8,4-7.11-13

      Così dice il Signore:
      «Hanno creato dei re
      che io non ho designati;
      hanno scelto capi
      a mia insaputa.
      Con il loro argento e il loro oro
      si sono fatti idoli,
      ma per loro rovina.
      Ripudio il tuo vitello, o Samarìa!
      La mia ira divampa contro di loro;
      fino a quando non si potranno purificare?
      Viene da Israele il vitello di Samarìa,
      è opera di artigiano, non è un dio:
      sarà ridotto in frantumi.
      E poiché hanno seminato vento,
      raccoglieranno tempesta.
      Il loro grano sarà senza spiga,
      se germoglia non darà farina
      e, se ne produce, la divoreranno gli stranieri.
      Èfraim ha moltiplicato gli altari,
      ma gli altari sono diventati per lui
      un’occasione di peccato.
      Ho scritto numerose leggi per lui,
      ma esse sono considerate come qualcosa di estraneo.
      Offrono sacrifici
      e ne mangiano le carni,
      ma il Signore non li gradisce;
      ora ricorda la loro iniquità,
      chiede conto dei loro peccati:
      dovranno tornare in Egitto».

      Parola di Dio.


      Salmo Responsoriale
      Dal Sal 113B (115)

      R. Casa d'Israele, confida nel Signore.

      Il nostro Dio è nei cieli:
      tutto ciò che vuole, egli lo compie.
      Gli idoli delle genti sono argento e oro,
      opera delle mani dell’uomo. R.

      Hanno bocca e non parlano,
      hanno occhi e non vedono,
      hanno orecchi e non odono,
      hanno narici e non odorano. R.

      Le loro mani non palpano,
      i loro piedi non camminano.
      Diventi come loro chi li fabbrica
      e chiunque in essi confida! R.

      Israele, confida nel Signore:
      egli è loro aiuto e loro scudo.
      Casa di Aronne, confida nel Signore:
      egli è loro aiuto e loro scudo. R.


      Acclamazione al Vangelo
      Alleluia, alleluia.

      Io sono il buon pastore, dice il Signore,
      conosco le mie pecore e le mie pecore conoscono me. (Gv 10,14)

      Alleluia.

      Vangelo
      La messe è abbondante, ma sono pochi gli operai!
      Dal Vangelo secondo Matteo
      Mt 9,32-38

      In quel tempo, presentarono a Gesù un muto indemoniato. E dopo che il demonio fu scacciato, quel muto cominciò a parlare. E le folle, prese da stupore, dicevano: «Non si è mai vista una cosa simile in Israele!». Ma i farisei dicevano: «Egli scaccia i demòni per opera del principe dei demòni».
      Gesù percorreva tutte le città e i villaggi, insegnando nelle loro sinagoghe, annunciando il vangelo del Regno e guarendo ogni malattia e ogni infermità. Vedendo le folle, ne sentì compassione, perché erano stanche e sfinite come pecore che non hanno pastore. Allora disse ai suoi discepoli: «La messe è abbondante, ma sono pochi gli operai! Pregate dunque il signore della messe, perché mandi operai nella sua messe!».

      Parola del Signore.

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    2. Le Parole dei Papi
      Gesù dice: «La messe è abbondante, ma sono pochi gli operai! Pregate dunque il signore della messe, perché mandi operai nella sua messe!» (…). La Chiesa e il mondo non hanno bisogno di persone che assolvono i doveri religiosi mostrando la loro fede come un’etichetta esteriore; hanno bisogno invece di operai desiderosi di lavorare il campo della missione, di discepoli innamorati che testimoniano il Regno di Dio ovunque si trovano. Forse non mancano i “cristiani delle occasioni”, che ogni tanto danno spazio a qualche buon sentimento religioso o partecipano a qualche evento; ma pochi sono quelli pronti a lavorare ogni giorno nel campo di Dio, coltivando nel proprio cuore il seme del Vangelo per poi portarlo nella vita quotidiana, in famiglia, nei luoghi di lavoro e di studio, nei vari ambienti sociali e a chi si trova nel bisogno. Per fare questo non servono troppe idee teoriche su concetti pastorali; serve soprattutto pregare il padrone della messe. Al primo posto, cioè, sta la relazione col Signore, coltivare il dialogo con Lui. Allora Egli ci renderà suoi operai e ci invierà nel campo del mondo come testimoni del suo Regno.
      (Leone XIV - Angelus, 6 luglio 2025)

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  2. PAROLE DEI PAPI
    Questa richiesta di Gesù è sempre valida. Sempre dobbiamo pregare il “padrone della messe”, cioè Dio Padre, perché mandi operai a lavorare nel suo campo che è il mondo. E ciascuno di noi lo deve fare con cuore aperto, con un atteggiamento missionario; la nostra preghiera non dev’essere limitata solo ai nostri bisogni, alle nostre necessità: una preghiera è veramente cristiana se ha anche una dimensione universale. (P. FRANCESCO Angelus, 7 luglio 2019)

    --- Quando Gesù percorreva le strade della Galilea annunciando il Regno di Dio e guarendo molti malati, sentiva compassione delle folle, perché erano stanche e sfinite, come pecore senza pastore” (cfr Mt 9,35-36). Quello sguardo di Gesù sembra estendersi fino ad oggi, fino al nostro mondo. Anche oggi si posa su tanta gente oppressa da condizioni di vita difficili, ma anche priva di validi punti di riferimento per trovare un senso e una meta all’esistenza. Moltitudini sfinite si trovano nei Paesi più poveri, provate dall’indigenza; e anche nei Paesi più ricchi sono tanti gli uomini e le donne insoddisfatti, addirittura malati di depressione. Pensiamo poi ai numerosi sfollati e rifugiati, a quanti emigrano mettendo a rischio la propria vita. Lo sguardo di Cristo si posa su tutta questa gente, anzi, su ciascuno di questi figli del Padre che è nei cieli, e ripete: “Venite a me, voi tutti…”. […] Il vero rimedio alle ferite dell’umanità, sia quelle materiali, come la fame e le ingiustizie, sia quelle psicologiche e morali causate da un falso benessere, è una regola di vita basata sull’amore fraterno, che ha la sua sorgente nell’amore di Dio. Per questo bisogna abbandonare la via dell’arroganza, della violenza utilizzata per procurarsi posizioni di sempre maggiore potere, per assicurarsi il successo ad ogni costo. […] Ma soprattutto nei rapporti umani, interpersonali, sociali, la regola del rispetto e della non violenza, cioè la forza della verità contro ogni sopruso, è quella che può assicurare un futuro degno dell’uomo. (Benedetto XV - Angelus, 3 luglio 2011)

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