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giovedì 9 novembre 2017

"A LAS OVEJAS PERDIDAS" Mt 10,5-6






6 commenti:

  1. Santa Maria, donna missionaria, concedi alla tua Chiesa il gaudio di riscoprire, nascoste tra le zolle del verbo mandare, le radici della sua primordiale vocazione. Aiutala a misurarsi con Cristo, e con nessun altro: come te, che, apparendo agli albori della rivelazione neotestamentaria accanto a lui, il grande missionario di Dio, lo scegliesti come unico metro della tua vita.

    Quando essa si attarda all'interno delle sue tende dove non giunge il grido dei poveri, dàlle il coraggio di uscire dagli accampamenti. Quando viene tentata di pietrificare la mobilità del suo domicilio, rimuovila dalle sue apparenti sicurezze. Quando si adagia sulle posizioni raggiunte, scuotila dalla sua vita sedentaria. Mandata da Dio per la salvezza del mondo, la Chiesa è fatta per camminare, non per sistemarsi.

    Nomade come te, mettile nel cuore una grande passione per l'uomo. Vergine gestante come te, additale la geografia della sofferenza. Madre itinerante come te, riempila di tenerezza verso tutti i bisognosi. E fa' che di nient'altro sia preoccupata che di presentare Gesù Cristo, come facesti tu con i pastori, con Simeone, con i magi d'Oriente, e con mille altri anonimi personaggi che attendevano la redenzione.

    Santa Maria, donna missionaria, noi ti imploriamo per tutti coloro che avendo avvertito, più degli altri, il fascino struggente di quella icona che ti raffigura accanto a Cristo, l'inviato speciale del Padre, hanno lasciato gli affetti più cari per annunciare il Vangelo in terre lontane.

    Sostienili nella fatica. Ristora la loro stanchezza. Proteggili da ogni pericolo. Dona ai gesti con cui si curvano sulle piaghe dei poveri i tratti della tua verginale tenerezza. Metti sulle loro labbra parole di pace. Fa' che la speranza con cui promuovono la giustizia terrena non prevarichi sulle attese sovrumane di cieli nuovi e terre nuove. Riempi la loro solitudine. Attenua nella loro anima i morsi della nostalgia. Quando hanno voglia di piangere, offri al loro capo la tua spalla di madre.

    Rendili testimoni della gioia. Ogni volta che ritornano tra noi, profumati di trincea, fa' che possiamo attingere tutti al loro entusiasmo. Confrontandoci con loro, ci appaia sempre più lenta la nostra azione pastorale, più povera la nostra generosità, più assurda la nostra opulenza. E, recuperando su tanti colpevoli ritardi, sappiamo finalmente correre ai ripari.
    D.TONINO BELLO

    https://www.youtube.com/watch?v=0Pe5_eJFUrc&t=222s

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    1. «Io cercherò le mie pecore», dice il Signore,
      «e susciterò un pastore che le pascerà:
      io, il Signore, sarò il loro Dio». (Ez 34,11.23-24)
      /:Ecco il servo fedele e prudente,
      che il Signore ha messo a capo della sua famiglia,
      per nutrirla al tempo opportuno. (Cf. Lc 12,42)

      Colletta
      Imploriamo umilmente la tua misericordia, o Signore:
      per intercessione del santo vescovo Nicola
      salvaci da tutti i pericoli,
      perché procediamo sicuri sulla via della salvezza.
      Per il nostro Signore Gesù Cristo.

      Prima Lettura
      A un tuo grido di supplica il Signore ti farà grazia.
      Dal libro del profeta Isaìa
      Is 30,19-21;23-26

      Popolo di Sion, che abiti a Gerusalemme,
      tu non dovrai più piangere.
      A un tuo grido di supplica [il Signore] ti farà grazia;
      appena udrà, ti darà risposta.
      Anche se il Signore ti darà il pane dell'afflizione
      e l'acqua della tribolazione,
      non si terrà più nascosto il tuo maestro;
      i tuoi occhi vedranno il tuo maestro,
      i tuoi orecchi sentiranno questa parola dietro di te:
      «Questa è la strada, percorretela»,
      caso mai andiate a destra o a sinistra.
      Allora egli concederà la pioggia per il seme
      che avrai seminato nel terreno,
      e anche il pane, prodotto della terra, sarà abbondante e sostanzioso;
      in quel giorno il tuo bestiame pascolerà su un vasto prato.
      I buoi e gli asini che lavorano la terra
      mangeranno biada saporita,
      ventilata con la pala e con il vaglio.
      Su ogni monte e su ogni colle elevato
      scorreranno canali e torrenti d'acqua
      nel giorno della grande strage,
      quando cadranno le torri.
      La luce della luna sarà come la luce del sole
      e la luce del sole sarà sette volte di più,
      come la luce di sette giorni,
      quando il Signore curerà la piaga del suo popolo
      e guarirà le lividure prodotte dalle sue percosse.

      Parola di Dio.

      Salmo Responsoriale
      Dal Sal 146 (147)

      R. Beati coloro che aspettano il Signore.

      È bello cantare inni al nostro Dio,
      è dolce innalzare la lode.
      Il Signore ricostruisce Gerusalemme,
      raduna i dispersi d'Israele. R.

      Risana i cuori affranti
      e fascia le loro ferite.
      Egli conta il numero delle stelle
      e chiama ciascuna per nome. R.

      Grande è il Signore nostro,
      grande nella sua potenza;
      la sua sapienza non si può calcolare.
      Il Signore sostiene i poveri,
      ma abbassa fino a terra i malvagi. R.

      Acclamazione al Vangelo
      Alleluia, alleluia.

      Il Signore è nostro giudice,
      nostro legislatore, nostro re:
      egli ci salverà. (Cf. Is 33,22)

      Alleluia.

      Vangelo
      Vedendo le folle, ne sentì compassione.
      Dal Vangelo secondo Matteo
      Mt 9,35-38-10,1.6-8

      In quel tempo, Gesù percorreva tutte le città e i villaggi, insegnando nelle loro sinagoghe, annunciando il vangelo del Regno e guarendo ogni malattia e ogni infermità.
      Vedendo le folle, ne sentì compassione, perché erano stanche e sfinite come pecore che non hanno pastore. Allora disse ai suoi discepoli: «La messe è abbondante, ma sono pochi gli operai! Pregate dunque il signore della messe, perché mandi operai nella sua messe!».
      Chiamati a sé i suoi dodici discepoli, diede loro potere sugli spiriti impuri per scacciarli e guarire ogni malattia e ogni infermità.
      E li inviò ordinando loro: «Rivolgetevi alle pecore perdute della casa d'Israele. Strada facendo, predicate, dicendo che il regno dei cieli è vicino. Guarite gli infermi, risuscitate i morti, purificate i lebbrosi, scacciate i demòni. Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date».

      Parola del Signore.

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    2. Le Parole dei Papi
      Perché annunciare. La motivazione sta in cinque parole di Gesù, che ci farà bene ricordare: «Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date» (v. 8). Sono cinque parole. Ma perché annunciare? Perché gratuitamente io ho ricevuto e devo dare gratuitamente. L’annuncio non parte da noi, ma dalla bellezza di quanto abbiamo ricevuto gratis, senza merito: incontrare Gesù, conoscerlo, scoprire di essere amati e salvati. È un dono così grande che non possiamo tenerlo per noi, sentiamo il bisogno di diffonderlo; però nello stesso stile, cioè nella gratuità. In altre parole: abbiamo un dono, perciò siamo chiamati a farci dono; abbiamo ricevuto un dono e la nostra vocazione è noi farci dono per gli altri; c’è in noi la gioia di essere figli di Dio, va condivisa con i fratelli e le sorelle che ancora non lo sanno! Questo è il perché dell’annuncio. Andare e portare la gioia di quello che noi abbiamo ricevuto. (Papa Francesco - Udienza generale, 15 febbraio 2023)

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    3. Il discepolo di Gesù non trova la sua gioia nel denaro, nel potere o in altri beni materiali, ma nei doni che riceve ogni giorno da Dio: la vita, il creato, i fratelli e le sorelle, e così via. Sono doni della vita. Anche i beni che possiede, è contento di condividerli, perché vive nella logica di Dio. E qual è la logica di Dio? La gratuità. Il discepolo ha imparato a vivere nella gratuità. Questa povertà è anche un atteggiamento verso il senso della vita, perché il discepolo di Gesù non pensa di possederlo, di sapere già tutto, ma sa di dover imparare ogni giorno. E questa è una povertà: la coscienza di dovere imparare ogni giorno. Il discepolo di Gesù, poiché ha questo atteggiamento, è una persona umile, aperta, aliena dai pregiudizi e dalle rigidità. (P. FRANCESCO Angelus, 13 febbraio 2022)

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  2. FAUSTI – La missione è dinamica : un cammino per raggiungere i fratelli. La casa dell'Apostolo è la via. “proclamate!”
    Proclamano un messaggio di gioia : il Signore viene a salvare.
    Il Regno è presente in loro. L'annuncio ne fa prendere coscienza.
    “Curate gli infermi, risuscitate i morti...mondate i lebbrosi, scacciate i demoni” la cura del debole è il grande miracolo di chi, come Gesù, si fa servo dei fratelli. Farsi fratello è risuscitare il Figlio in sé e nell'altro. Sappiamo che siam passati dalla vita alla morte perchè amiamo i fratelli. L'amore è una vita nuova, libera dalla lebbra della morte e del peccato.
    Lo Spirito di verità scaccia quello di menzogna che ci divide dal Padre e tra di noi.
    “In dono prendeste, in dono date”.”Prendere” e “dare in dono” è la vita trinitaria.
    Il Padre e il Figlio tutto si danno e si ricevono reciprocamente, e il loro dono reciproco d'Amore è lo Spirito Santo.
    L'Apostolo, dando ciò che ha ricevuto, entra in seno alla Trinità.
    Gesù è il primo Apostolo.
    La Chiesa ha in lui le sue radici attraverso i primi Apostoli, e fruttifica nell'apostolato di figli inviati ai fratelli. L'itineranza e la mobilità, l'annuncio della Parola e il servizio ai poveri, la gratuità e la povertà sono le sue caratteristiche, così ben incarnate da Paolo l'Apostolo.


    Santa Maria, donna del primo passo, ministra dolcissima della grazia preveniente di Dio, "àlzati" ancora una volta in tutta fretta, e vieni ad aiutarci prima che sia troppo tardi. Abbiamo bisogno di te. Non attendere la nostra implorazione. Anticipa ogni nostro gemito di pietà. Prenditi il diritto di precedenza su tutte le nostre iniziative.

    Quando il peccato ci travolge, e ci paralizza la vita, non aspettare il nostro pentimento. Previeni il nostro grido d'aiuto. Corri subito accanto a noi e organizza la speranza attorno alle nostre disfatte. Se non ci brucerai sul tempo, saremo incapaci perfino di rimorso. Se non sarai tu a muoverti per prima, noi rimarremo nel fango. E se non sarai tu a scavarci nel cuore cisterne di nostalgia, non sentiremo più neppure il bisogno di Dio.

    Santa Maria, donna del primo passo, chi sa quante volte nella tua vita terrena avrai stupito la gente per aver sempre anticipato tutti gli altri agli appuntamenti del perdono. Chi sa con quale sollecitudine, dopo aver ricevuto un torto dall'inquilina di fronte, ti sei "alzata" per prima e hai bussato alla sua porta, e l'hai liberata dal disagio, e non hai disdegnato il suo abbraccio. Chi sa con quale tenerezza, nella notte del tradimento, ti sei" alzata" per raccogliere nel tuo mantello il pianto amaro di Pietro. Chi sa con quale batticuore sei uscita di casa per distogliere Giuda dalla strada del suicidio: peccato che non l'abbia trovato. Ma c'è da scommettere che, dopo la deposizione di Gesù, sei andata a deporre dall'albero anche lui, e gli avrai composte le membra nella pace della morte.

    Donaci, ti preghiamo, la forza di partire per primi ogni volta che c'è da dare il perdono. Rendici, come te, esperti del primo passo. Non farci rimandare a domani un incontro di pace che possiamo concludere oggi. Brucia le nostre indecisioni. Distoglici dalle nostre calcolate perplessità. Liberaci dalla tristezza del nostro estenuante attendismo. E aiutaci perché nessuno di noi faccia stare il fratello sulla brace, ripetendo con disprezzo: tocca a lui muoversi per primo!

    Santa Maria, donna del primo passo, esperta come nessun altro del metodo preventivo, abile nel precedere tutti sulla battuta, rapidissima a giocare d'anticipo nelle partite della salvezza, gioca d'anticipo anche sul cuore di Dio. Sicché, quando busseremo alla porta del Cielo, e compariremo davanti all'Eterno, previeni la sua sentenza. "Àlzati" per l'ultima volta dal tuo trono di gloria, e vieni incontro a noi. Prendici per mano, e coprici col tuo manto. Con un lampo di misericordia negli occhi, anticipa il suo verdetto di grazia. E saremo sicuri del perdono.

    Perché la felicità più grande di Dio è quella di ratificare ciò che hai deciso tu.

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