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martedì 29 agosto 2017

"YO OS DIGO" Mt 5, 21-22


 



2 commenti:

  1. Antifona
    Salva, o Signore, il mio cuore angosciato,
    vedi la mia povertà e la mia fatica
    e perdona tutti i miei peccati. (Cf. Sal 24,17-18)



    Colletta
    Concedi, o Signore, alla tua Chiesa
    di prepararsi interiormente alla celebrazione della Pasqua,
    perché il comune impegno nella mortificazione corporale
    porti a tutti noi un vero rinnovamento dello spirito.
    Per il nostro Signore Gesù Cristo.




    Prima Lettura
    Forse che io ho piacere della morte del malvagio, o non piuttosto che desista dalla sua condotta e viva?
    Dal libro del profeta Ezechièle
    Ez 18,21-28

    Così dice il Signore Dio:
    «Se il malvagio si allontana da tutti i peccati che ha commesso e osserva tutte le mie leggi e agisce con giustizia e rettitudine, egli vivrà, non morirà. Nessuna delle colpe commesse sarà più ricordata, ma vivrà per la giustizia che ha praticato. Forse che io ho piacere della morte del malvagio - oracolo del Signore - o non piuttosto che desista dalla sua condotta e viva?
    Ma se il giusto si allontana dalla giustizia e commette il male, imitando tutte le azioni abominevoli che l'empio commette, potrà egli vivere? Tutte le opere giuste da lui fatte saranno dimenticate; a causa della prevaricazione in cui è caduto e del peccato che ha commesso, egli morirà.
    Voi dite: "Non è retto il modo di agire del Signore". Ascolta dunque, casa d'Israele: Non è retta la mia condotta o piuttosto non è retta la vostra? Se il giusto si allontana dalla giustizia e commette il male e a causa di questo muore, egli muore appunto per il male che ha commesso. E se il malvagio si converte dalla sua malvagità che ha commesso e compie ciò che è retto e giusto, egli fa vivere se stesso. Ha riflettuto, si è allontanato da tutte le colpe commesse: egli certo vivrà e non morirà».

    Parola di Dio.

    Salmo Responsoriale
    Sal 129 (130)

    R. Se consideri le colpe, Signore, chi ti può resistere?
    Oppure:
    R. Perdonaci, Signore, e noi vivremo.

    Dal profondo a te grido, o Signore;
    Signore, ascolta la mia voce.
    Siano i tuoi orecchi attenti
    alla voce della mia supplica. R.

    Se consideri le colpe, Signore,
    Signore, chi ti può resistere?
    Ma con te è il perdono:
    così avremo il tuo timore. R.

    Io spero, Signore.
    Spera l'anima mia,
    attendo la sua parola.
    L'anima mia è rivolta al Signore
    più che le sentinelle all'aurora. R.

    Più che le sentinelle all'aurora,
    Israele attenda il Signore,
    perché con il Signore è la misericordia
    e grande è con lui la redenzione.
    Egli redimerà Israele
    da tutte le sue colpe. R.

    Acclamazione al Vangelo
    Lode a te, o Cristo, re di eterna gloria!

    Liberatevi da tutte le iniquità commesse, dice il Signore,
    e formatevi un cuore nuovo e uno spirito nuovo. (Cf. Ez 18,31a)

    Lode a te, o Cristo, re di eterna gloria!

    Vangelo
    Va' prima a riconciliarti con il tuo fratello.
    Dal Vangelo secondo Matteo
    Mt 5,20-26

    In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
    «Se la vostra giustizia non supererà quella degli scribi e dei farisei, non entrerete nel regno dei cieli.
    Avete inteso che fu detto agli antichi: "Non ucciderai"; chi avrà ucciso dovrà essere sottoposto al giudizio. Ma io vi dico: chiunque si adira con il proprio fratello dovrà essere sottoposto al giudizio. Chi poi dice al fratello: "Stupido", dovrà essere sottoposto al sinèdrio; e chi gli dice: "Pazzo", sarà destinato al fuoco della Geènna.
    Se dunque tu presenti la tua offerta all'altare e lì ti ricordi che tuo fratello ha qualche cosa contro di te, lascia lì il tuo dono davanti all'altare, va' prima a riconciliarti con il tuo fratello e poi torna a offrire il tuo dono.
    Mettiti presto d'accordo con il tuo avversario mentre sei in cammino con lui, perché l'avversario non ti consegni al giudice e il giudice alla guardia, e tu venga gettato in prigione. In verità io ti dico: non uscirai di là finché non avrai pagato fino all'ultimo spicciolo!».

    Parola del Signore.

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  2. PAROLE DEL SANTO PADRE
    Gesù propone a chi lo segue la perfezione dell’amore: un amore la cui unica misura è di non avere misura, di andare oltre ogni calcolo. L’amore al prossimo è un atteggiamento talmente fondamentale che Gesù arriva ad affermare che il nostro rapporto con Dio non può essere sincero se non vogliamo fare pace con il prossimo. […] Perciò siamo chiamati a riconciliarci con i nostri fratelli prima di manifestare la nostra devozione al Signore nella preghiera. Da tutto questo si capisce che Gesù non dà importanza semplicemente all’osservanza disciplinare e alla condotta esteriore. Egli va alla radice della Legge, puntando soprattutto sull’intenzione e quindi sul cuore dell’uomo, da dove prendono origine le nostre azioni buone o malvagie. Per ottenere comportamenti buoni e onesti non bastano le norme giuridiche, ma occorrono delle motivazioni profonde, espressione di una sapienza nascosta, la Sapienza di Dio, che può essere accolta grazie allo Spirito Santo. E noi, attraverso la fede in Cristo, possiamo aprirci all’azione dello Spirito, che ci rende capaci di vivere l’amore divino. (Angelus, 16 febbraio 2014)

    FAUSTI - “ Fu detto” il passivo è usato per non dire il nome : YHWH parla . L'uomo ascolta, e diventa la parola a cui risponde.
    Israele è la religione dell'ascolto e del dialogo tra Dioe l'uomo.
    “Non uccidere” E' la quinta delle Dieci Parole (Es 20,13 – Dt 5,17). Fondamento minimo di ogni relazione è il lasciar vivere l'altro.
    “Io però vi dico” Non è un'antitesi,ma un completamento . L'uccisione fisica viene da un'uccisione interna dell'altro . Dall'ira, dal disprezzo, dal rompere con lui la fraternità.
    L'ira è omicidio del cuore, moto interiore “contro” l'altro, che reputo “contro di me”.
    L'altro è l'estraneo, il nemico, il rivale nei confronti del quale mi difendo e attacco : può togliermi ciò che ho e negarmi ciò che ha.
    Negando la fraternità, uccido la mia identità di figlio.
    Per questo l'ira dell'uomo non compie la giustizia di Dio. Il disprezzo è l'uccisione interiore , che permette quella esteriore.
    La stima che devo aggiudicare all'altro è la stessa di Dio, che non ha esitato a dare la Sua vita per lui.
    Il nemico, oltre che disprezzato, va anche demonizzato, come fosse il male. Così diventa “bene”

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