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mercoledì 30 agosto 2017

"VETE PRIMERO A RECONCILIARTE" Mt 5, 23-24

4 commenti:

  1. PAROLE DEL SANTO PADRE
    Gesù propone a chi lo segue la perfezione dell’amore: un amore la cui unica misura è di non avere misura, di andare oltre ogni calcolo. L’amore al prossimo è un atteggiamento talmente fondamentale che Gesù arriva ad affermare che il nostro rapporto con Dio non può essere sincero se non vogliamo fare pace con il prossimo. […] Perciò siamo chiamati a riconciliarci con i nostri fratelli prima di manifestare la nostra devozione al Signore nella preghiera. Da tutto questo si capisce che Gesù non dà importanza semplicemente all’osservanza disciplinare e alla condotta esteriore. Egli va alla radice della Legge, puntando soprattutto sull’intenzione e quindi sul cuore dell’uomo, da dove prendono origine le nostre azioni buone o malvagie. Per ottenere comportamenti buoni e onesti non bastano le norme giuridiche, ma occorrono delle motivazioni profonde, espressione di una sapienza nascosta, la Sapienza di Dio, che può essere accolta grazie allo Spirito Santo. E noi, attraverso la fede in Cristo, possiamo aprirci all’azione dello Spirito, che ci rende capaci di vivere l’amore divino. (Angelus, 16 febbraio 2014)

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    1. Parole del Santo Padre

      Per darci un esempio concreto, Gesù si concentra sul “rito dell’offerta”. Facendo un’offerta a Dio si ricambiava la gratuità dei suoi doni. Era un rito, un rito molto importante – fare un’offerta per ricambiare simbolicamente, diciamo così, la gratuità dei suoi doni –, tanto importante che era vietato interromperlo se non per motivi gravi. Ma Gesù afferma che si deve interromperlo se un fratello ha qualcosa contro di noi, per andare prima a riconciliarsi con lui (cfr vv. 23-24): solo così il rito è compiuto. […] Così c’è compimento agli occhi di Dio, altrimenti l’osservanza esterna, puramente rituale, è inutile,: "Io faccio finta di ...". No. In altre parole, Gesù ci fa capire che le norme religiose servono, le norme religiose sono buone, ma sono solo l’inizio: per dare loro compimento è necessario andare oltre la lettera e viverne il senso. I comandamenti che Dio ci ha donato non vanno rinchiusi nelle casseforti dell’osservanza formale, se no rimaniamo in una religiosità esteriore e distaccata, servi di un “dio padrone” piuttosto che figli di Dio Padre. E Gesù vuole questo: non avere l’idea di servire un Dio padrone, ma il Padre; e per questo è necessario andare oltre la lettera. (Angelus, 12 febbraio 2023)

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    2. Antifona
      Salva, o Signore, il mio cuore angosciato,
      vedi la mia povertà e la mia fatica
      e perdona tutti i miei peccati. (Cf. Sal 24,17-18)



      Colletta
      Concedi, o Signore, alla tua Chiesa
      di prepararsi interiormente alla celebrazione della Pasqua,
      perché il comune impegno nella mortificazione corporale
      porti a tutti noi un vero rinnovamento dello spirito.
      Per il nostro Signore Gesù Cristo.




      Prima Lettura
      Forse che io ho piacere della morte del malvagio, o non piuttosto che desista dalla sua condotta e viva?
      Dal libro del profeta Ezechièle
      Ez 18,21-28

      Così dice il Signore Dio:
      «Se il malvagio si allontana da tutti i peccati che ha commesso e osserva tutte le mie leggi e agisce con giustizia e rettitudine, egli vivrà, non morirà. Nessuna delle colpe commesse sarà più ricordata, ma vivrà per la giustizia che ha praticato. Forse che io ho piacere della morte del malvagio - oracolo del Signore - o non piuttosto che desista dalla sua condotta e viva?
      Ma se il giusto si allontana dalla giustizia e commette il male, imitando tutte le azioni abominevoli che l'empio commette, potrà egli vivere? Tutte le opere giuste da lui fatte saranno dimenticate; a causa della prevaricazione in cui è caduto e del peccato che ha commesso, egli morirà.
      Voi dite: "Non è retto il modo di agire del Signore". Ascolta dunque, casa d'Israele: Non è retta la mia condotta o piuttosto non è retta la vostra? Se il giusto si allontana dalla giustizia e commette il male e a causa di questo muore, egli muore appunto per il male che ha commesso. E se il malvagio si converte dalla sua malvagità che ha commesso e compie ciò che è retto e giusto, egli fa vivere se stesso. Ha riflettuto, si è allontanato da tutte le colpe commesse: egli certo vivrà e non morirà».

      Parola di Dio.

      Salmo Responsoriale
      Sal 129 (130)

      R. Se consideri le colpe, Signore, chi ti può resistere?
      Oppure:
      R. Perdonaci, Signore, e noi vivremo.

      Dal profondo a te grido, o Signore;
      Signore, ascolta la mia voce.
      Siano i tuoi orecchi attenti
      alla voce della mia supplica. R.

      Se consideri le colpe, Signore,
      Signore, chi ti può resistere?
      Ma con te è il perdono:
      così avremo il tuo timore. R.

      Io spero, Signore.
      Spera l'anima mia,
      attendo la sua parola.
      L'anima mia è rivolta al Signore
      più che le sentinelle all'aurora. R.

      Più che le sentinelle all'aurora,
      Israele attenda il Signore,
      perché con il Signore è la misericordia
      e grande è con lui la redenzione.
      Egli redimerà Israele
      da tutte le sue colpe. R.

      Acclamazione al Vangelo
      Lode a te, o Cristo, re di eterna gloria!

      Liberatevi da tutte le iniquità commesse, dice il Signore,
      e formatevi un cuore nuovo e uno spirito nuovo. (Cf. Ez 18,31a)

      Lode a te, o Cristo, re di eterna gloria!

      Vangelo
      Va' prima a riconciliarti con il tuo fratello.
      Dal Vangelo secondo Matteo
      Mt 5,20-26

      In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
      «Se la vostra giustizia non supererà quella degli scribi e dei farisei, non entrerete nel regno dei cieli.
      Avete inteso che fu detto agli antichi: "Non ucciderai"; chi avrà ucciso dovrà essere sottoposto al giudizio. Ma io vi dico: chiunque si adira con il proprio fratello dovrà essere sottoposto al giudizio. Chi poi dice al fratello: "Stupido", dovrà essere sottoposto al sinèdrio; e chi gli dice: "Pazzo", sarà destinato al fuoco della Geènna.
      Se dunque tu presenti la tua offerta all'altare e lì ti ricordi che tuo fratello ha qualche cosa contro di te, lascia lì il tuo dono davanti all'altare, va' prima a riconciliarti con il tuo fratello e poi torna a offrire il tuo dono.
      Mettiti presto d'accordo con il tuo avversario mentre sei in cammino con lui, perché l'avversario non ti consegni al giudice e il giudice alla guardia, e tu venga gettato in prigione. In verità io ti dico: non uscirai di là finché non avrai pagato fino all'ultimo spicciolo!».

      Parola del Signore.

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  2. FAUSTI - “ Fu detto” il passivo è usato per non dire il nome : YHWH parla . L'uomo ascolta, e diventa la parola a cui risponde.
    Israele è la religione dell'ascolto e del dialogo tra Dio e l'uomo.
    “Non uccidere” E' la quinta delle Dieci Parole (Es 20,13 – Dt 5,17). Fondamento minimo di ogni relazione è il lasciar vivere l'altro.
    “Io però vi dico” Non è un'antitesi, ma un completamento .
    L'uccisione fisica viene da un'uccisione interna dell'altro . Dall'ira, dal disprezzo, dal rompere con lui la fraternità.
    L'ira è omicidio del cuore, moto interiore “contro” l'altro, che reputo “contro di me”.
    L'altro è l'estraneo, il nemico, il rivale nei confronti del quale mi difendo e attacco : può togliermi ciò che ho e negarmi ciò che ha.
    Negando la fraternità, uccido la mia identità di figlio.
    Per questo l'ira dell'uomo non compie la giustizia di Dio. Il disprezzo è l'uccisione interiore , che permette quella esteriore.
    La stima che devo aggiudicare all'altro è la stessa di Dio, che non ha esitato a dare la Sua vita per lui.
    Il nemico, oltre che disprezzato, va anche demonizzato, come fosse il male. Così diventa “bene”
    eliminarlo!
    Gesù per 4 volte parla dell'altro come “fratello” . Negargli la fraternità è perdere la propria filialità.
    Chi non considera l'altro come fratello, ha sacrificato la propria vita di figlio e la butta nell'immondizia.
    L'accordo fraterno è così importante che la riconciliazione ha la precedenza su ogni culto religioso.
    Prima di rivolgerti al Padre devi non solo perdonare il fratello contro il quale hai qualcosa, ma addirittura riconciliarti con il fratello che ha qualcosa contro di te , anche se tu non hai nulla contro di lui.
    Non puoi celebrare la paternità se prima non cerchi di ristabilire la fraternità.
    “Va' prima a riconciliarti con tuo fratello” Se non ti riconcili con il fratello che ha qualcosa contro di te, sei in colpa tu, anche se non hai nulla contro di lui.
    Non puoi dire che hai ragione o non ti importa.
    Il non essere d'accordo è già “il male” ; e se non t'importa di lui , hai già ucciso lui come fratello e te stesso come figlio.

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