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venerdì 11 agosto 2017

"SACIADOS" Mt 5,5-6

3 commenti:

  1. S. FAUSTI - “Beati i miti” Mite è chi non fa valere i propri diritti e cede piuttosto che adirarsi.
    Chi ama è sempre mite. Il povero è costretto ad esserlo. Il comportamento modifica il sentimento!
    “Erediteranno la terra” la terra, che fornisce da vivere, è simbolo dello Spirito, che è vita.
    La terra promessa è la promessa dello Spirito. Chi ha lo spirito padronale la perde , chi ha lo spirito del povero, ne ha l'eredità : è figlio, uguale al Padre, con il Suo stesso amore verso i fratelli.
    Mite è Mosè, Colui che porta il Regno, Gesù (Zc 9,9).Se i regni della terra appartengono ai furbi e ai prepotenti, che hanno della volpe e del leone, il regno dei cieli appartiene ai semplici e ai miti.
    “Beati quelli che hanno fame e sete di giustizia” Fame e sete sono bisogno di vita, e la vita è “la giustizia”, la volontà di Dio, il Suo Amore per tutti.
    Beato chi ha fame e sete di vivere sulla terra il Suo Amore di Padre che è nei cieli.
    La sazietà è pienezza di vita. Gesù che compie ogni giustizia facendosi solidale con i fratelli perduti, è il Figlio, pieno della vita stessa del Padre (3,15-17).
    Da Lui, fatto Pane, anche noi prendiamo forza e sazietà filiali.

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  2. Antifona

    Il Signore è mia luce e mia salvezza: di chi avrò timore?
    Il Signore è difesa della mia vita: di chi avrò paura?
    Gli avversari e i nemici, sono essi a cadere. (Cf. Sal 26,1-2)

    Colletta

    O Dio, sorgente di ogni bene,
    ispiraci propositi giusti e santi
    e donaci il tuo aiuto,
    perché possiamo attuarli nella nostra vita.
    Per il nostro Signore Gesù Cristo.
    Prima Lettura
    Elia stava alla presenza del Signore, Dio d'Israele.

    Dal primo libro dei Re
    1 Re 17,1-6

    In quei giorni, Elìa, il Tisbita, uno di quelli che si erano stabiliti in Gàlaad, disse ad Acab: «Per la vita del Signore, Dio d’Israele, alla cui presenza io sto, in questi anni non ci sarà né rugiada né pioggia, se non quando lo comanderò io».
    A lui fu rivolta questa parola del Signore: «Vattene di qui, dirigiti verso oriente; nasconditi presso il torrente Cherìt, che è a oriente del Giordano. Berrai dal torrente e i corvi per mio comando ti porteranno da mangiare».
    Egli partì e fece secondo la parola del Signore; andò a stabilirsi accanto al torrente Cherìt, che è a oriente del Giordano. I corvi gli portavano pane e carne al mattino, e pane e carne alla sera; egli beveva dal torrente.

    Parola di Dio.

    Salmo Responsoriale

    Dal Sal 120 (121)

    R. Il mio aiuto viene dal Signore: egli ha fatto cielo e terra.

    Alzo gli occhi verso i monti:
    da dove mi verrà l’aiuto?
    Il mio aiuto viene dal Signore:
    egli ha fatto cielo e terra. R.

    Non lascerà vacillare il tuo piede,
    non si addormenterà il tuo custode.
    Non si addormenterà, non prenderà sonno
    il custode d’Israele. R.

    Il Signore è il tuo custode,
    il Signore è la tua ombra
    e sta alla tua destra.
    Di giorno non ti colpirà il sole,
    né la luna di notte. R.

    Il Signore ti custodirà da ogni male:
    egli custodirà la tua vita.
    Il Signore ti custodirà quando esci e quando entri,
    da ora e per sempre. R.

    Acclamazione al Vangelo

    Alleluia, alleluia.

    Rallegratevi ed esultate,
    perché grande è la vostra ricompensa nei cieli. (Mt 5,12a)

    Alleluia.

    Vangelo
    Beati i poveri in spirito.

    Dal Vangelo secondo Matteo
    Mt 5,1-12a

    In quel tempo, vedendo le folle, Gesù salì sul monte: si pose a sedere e si avvicinarono a lui i suoi discepoli. Si mise a parlare e insegnava loro dicendo:
    «Beati i poveri in spirito,
    perché di essi è il regno dei cieli.
    Beati quelli che sono nel pianto,
    perché saranno consolati.
    Beati i miti,
    perché avranno in eredità la terra.
    Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia,
    perché saranno saziati.
    Beati i misericordiosi,
    perché troveranno misericordia.
    Beati i puri di cuore,
    perché vedranno Dio.
    Beati gli operatori di pace,
    perché saranno chiamati figli di Dio.
    Beati i perseguitati per la giustizia,
    perché di essi è il regno dei cieli.
    Beati voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e, mentendo, diranno ogni sorta di male contro di voi per causa mia. Rallegratevi ed esultate, perché grande è la vostra ricompensa nei cieli. Così infatti perseguitarono i profeti che furono prima di voi».

    Parola del Signore.

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  3. PAROLE DEI PAPI
    Le Beatitudini contengono la “carta d’identità” del cristiano - questa è la nostra carta d’identità -, perché delineano il volto di Gesù stesso, il suo stile di vita. Ma cosa vuol dire la parola “beato”? Il termine originale non indica uno che ha la pancia piena o se la passa bene, ma è una persona che è in una condizione di grazia, che progredisce nella grazia di Dio e che progredisce sulla strada di Dio: la pazienza, la povertà, il servizio agli altri, la consolazione … Coloro che progrediscono in queste cose sono felici e saranno beati. Dio, per donarsi a noi, sceglie spesso delle strade impensabili, magari quelle dei nostri limiti, delle nostre lacrime, delle nostre sconfitte. È la gioia pasquale, quella che ha le stimmate ma è viva, ha attraversato la morte e ha fatto esperienza della potenza di Dio. (Francesco Udienza generale, 29 gennaio 2020)

    La liturgia […] ci fa meditare sulle Beatitudini (cfr. Mt 5,1-12a), che aprono il grande discorso detto “della montagna”, la “magna charta” del Nuovo Testamento. Gesù manifesta la volontà di Dio di condurre gli uomini alla felicità. Questo messaggio era già presente nella predicazione dei profeti: Dio è vicino ai poveri e agli oppressi e li libera da quanti li maltrattano. Ma in questa sua predicazione Gesù segue una strada particolare: comincia con il termine «beati», cioè felici; prosegue con l’indicazione della condizione per essere tali; e conclude facendo una promessa. Il motivo della beatitudine, cioè della felicità, non sta nella condizione richiesta – per esempio, «poveri in spirito», «afflitti», «affamati di giustizia», «perseguitati» ... – ma nella successiva promessa, da accogliere con fede come dono di Dio. Si parte dalla condizione di disagio per aprirsi al dono di Dio e accedere al mondo nuovo,
    il «regno» annunciato da Gesù.
    Non è un meccanismo automatico, questo, ma un cammino di vita al seguito del Signore, per cui la realtà di disagio e di afflizione viene vista in una prospettiva nuova e sperimentata secondo la conversione che si attua. Non si è beati se non si è convertiti, in grado di apprezzare e vivere i doni di Dio. (Francesco Angelus, 29 gennaio 2017

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