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giovedì 24 agosto 2017

"PARA CUMPLIR" Mt 5, 17-19




 
 










6 commenti:

  1. Risposte
    1. Prima Lettura
      Osserverete le leggi e le metterete in pratica.
      Dal libro del Deuteronòmio
      Dt 4,1.5-9

      Mosè parlò al popolo e disse:
      «Ora, Israele, ascolta le leggi e le norme che io vi insegno, affinché le mettiate in pratica, perché viviate ed entriate in possesso della terra che il Signore, Dio dei vostri padri, sta per darvi.
      Vedete, io vi ho insegnato leggi e norme come il Signore, mio Dio, mi ha ordinato, perché le mettiate in pratica nella terra in cui state per entrare per prenderne possesso. Le osserverete dunque, e le metterete in pratica, perché quella sarà la vostra saggezza e la vostra intelligenza agli occhi dei popoli, i quali, udendo parlare di tutte queste leggi, diranno: "Questa grande nazione è il solo popolo saggio e intelligente". Infatti quale grande nazione ha gli dèi così vicini a sé, come il Signore, nostro Dio, è vicino a noi ogni volta che lo invochiamo? E quale grande nazione ha leggi e norme giuste come è tutta questa legislazione che io oggi vi do?
      Ma bada a te e guàrdati bene dal dimenticare le cose che i tuoi occhi hanno visto, non ti sfuggano dal cuore per tutto il tempo della tua vita: le insegnerai anche ai tuoi figli e ai figli dei tuoi figli».

      Parola di Dio.

      Salmo Responsoriale
      Dal Sal 147

      R. Celebra il Signore, Gerusalemme.

      Celebra il Signore, Gerusalemme,
      loda il tuo Dio, Sion,
      perché ha rinforzato le sbarre delle tue porte,
      in mezzo a te ha benedetto i tuoi figli. R.

      Manda sulla terra il suo messaggio:
      la sua parola corre veloce.
      Fa scendere la neve come lana,
      come polvere sparge la brina. R.

      Annuncia a Giacobbe la sua parola,
      i suoi decreti e i suoi giudizi a Israele.
      Così non ha fatto con nessun'altra nazione,
      non ha fatto conoscere loro i suoi giudizi. R.

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    2. Acclamazione al Vangelo

      Alleluia, alleluia.

      Insegnami, mio Dio, i tuoi sentieri,
      guidami nella tua fedeltà e istruiscimi. (Sal 24 (25),4b.5a)

      Alleluia.
      Vangelo
      Non sono venuto ad abolire, ma a dare pieno compimento.

      Dal Vangelo secondo Matteo
      Mt 5,17-19

      In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
      «Non crediate che io sia venuto ad abolire la Legge o i Profeti; non sono venuto ad abolire, ma a dare pieno compimento.
      In verità io vi dico: finché non siano passati il cielo e la terra, non passerà un solo iota o un solo trattino della Legge, senza che tutto sia avvenuto.
      Chi dunque trasgredirà uno solo di questi minimi precetti e insegnerà agli altri a fare altrettanto, sarà considerato minimo nel regno dei cieli. Chi invece li osserverà e li insegnerà, sarà considerato grande nel regno dei cieli».

      Parola del Signore.

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  2. PAROLE DEL SANTO PADRE
    Oggi il tema è l’atteggiamento di Gesù rispetto alla Legge ebraica. Egli afferma: «Non crediate che io sia venuto ad abolire la Legge o i Profeti; non sono venuto ad abolire, ma a dare pieno compimento» (Mt 5,17). Gesù dunque non vuole cancellare i comandamenti che il Signore ha dato per mezzo di Mosè, ma vuole portarli alla loro pienezza. E subito dopo aggiunge che questo "compimento" della Legge richiede una giustizia superiore, una osservanza più autentica. (…) Gesù non dà importanza semplicemente all’osservanza disciplinare e alla condotta esteriore. Egli va alla radice della Legge, puntando soprattutto sull’intenzione e quindi sul cuore dell’uomo, da dove prendono origine le nostre azioni buone o malvagie. Per ottenere comportamenti buoni e onesti non bastano le norme giuridiche, ma occorrono delle motivazioni profonde, espressione di una sapienza nascosta, la Sapienza di Dio, che può essere accolta grazie allo Spirito Santo. E noi, attraverso la fede in Cristo, possiamo aprirci all’azione dello Spirito, che ci rende capaci di vivere l’amore divino.
    Gesù propone a chi lo segue la perfezione dell’amore: un amore la cui unica misura è di non avere misura, di andare oltre ogni calcolo. L’amore al prossimo è un atteggiamento talmente fondamentale che Gesù arriva ad affermare che il nostro rapporto con Dio non può essere sincero se non vogliamo fare pace con il prossimo. Alla luce di questo insegnamento, ogni precetto rivela il suo pieno significato come esigenza d’amore, e tutti si ricongiungono nel più grande comandamento: ama Dio con tutto il cuore e ama il prossimo come te stesso. (Angelus, 16 febbraio 2014)
    Gesù ci fa capire che le norme religiose servono, sono buone, ma sono solo l’inizio: per dare loro compimento è necessario andare oltre la lettera e viverne il senso, se no rimaniamo in una religiosità esteriore e distaccata, servi di un “dio padrone” piuttosto che figli di Dio Padre. E per questo è necessario andare oltre la lettera. Dio non ragiona per calcoli e tabelle; Lui ci ama come un innamorato: non al minimo, ma al massimo! Non ci dice: “Ti amo fino a un certo punto”. No, l’amore vero non è mai fino a un certo punto e non si sente mai a posto; l’amore va sempre oltre, non può farne a meno. Il Signore ce lo ha mostrato donandoci la vita sulla croce e perdonando i suoi uccisori. E ci ha affidato il comandamento a cui più tiene: che ci amiamo gli uni gli altri come Lui ci ha amati. Questo è l’amore che dà compimento alla Legge, alla fede, alla vera vita! (Angelus, 12 febbraio 2023)

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  3. FAUSTI - “Non venni per abolire, ma per compiere” la legge e i profeti, dice Gesù. La legge infatti è buona . Comanda ciò che fa crescere la vita e vieta ciò che la diminuisce. I profeti, a loro volta, si richiamano ad essa, denunciandone le trasgressioni e promettendo un cuore nuovo e uno Spirito nuovo, che ci faccia finalmente camminare nella via di Dio.
    Ma la legge non salva nessuno. L'uomo, dopo il peccato, per imperizia e inganno, ritiene male il bene e bene il male. Quando se ne accorge, ha già sbagliato, e, cercando di giustificarsi, sbaglia ulteriormente.
    La trasgressione diviene infine un'abitudine, quasi un imperativo, una coazione a fare ciò che è vietato
    e a vietarsi ciò che è comandato..
    Gesù è venuto a liberarci dalla schiavitù della legge non abolendola bensì compiendola, e in modo superiore, divino.
    Gesù è il primo che vive l'amore.
    La Sua giustizia non è quella degli scribi e dei farisei : è quella “eccessiva” del Figlio,
    uguale a quella del Padre, che fa entrare nel Regno.
    Gesù non è la fine, bensì il fine della legge e dei profeti : non l'abolizione, ma il compimento.
    Vive infatti la Parola data a Mosè e richiamata dai profeti .
    È il Figlio che compie la volontà del Padre.
    La Chiesa non annuncia la legge, ma il Vangelo. Essa annuncia la Buona notizia della “giustizia eccessiva” del Figlio ,
    che ama come il Padre .
    L'amore non trascura neanche il minimo dettaglio, che un altro riterrebbe trascurabile.
    Manifesta anzi la propria grandezza nelle attenzioni minime.
    Chi non ama vede le norme come impossibili da osservare o come occasione per trasgredire.
    Chi ama compie liberamente tutto, ma non in forza della legge, ma dell'amore.
    Dietro la legge, che vieta ciò che sa di morte, c'è il Signore che dà la vita e risuscita dai morti , dietro la Parola che condanna la trasgressione, c'è il Padre che perdona il trasgressore.
    Il grado di partecipazione al Regno è proporzionale alla capacità di assolvere quei debiti che solo l'amore conosce.
    Non si tratta di precettistica o piccineria mentale . Il valore di una persona, la sua finezza e magnanimità, è “fare e insegnare” ciò che l'amore detta.

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  4. Palese la ns inconsistenza..Parole che richiedono di mettere Dio al primo posto... rischio di cercare la falsa gloria..andare in giro x fare emergere se stessi anche a scapito degli altri .il primato di Dio ci guida a Dar gloria a Lui..I salmi ci indicano di andare diritti al vero obiettivo che è Dio

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