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martedì 6 febbraio 2018

"AL MONTE PARA ORAR " Mt 14, 22-23


7 commenti:

  1. PAROLE DEI PAPI
    Vangelo di oggi ci ricorda che la fede nel Signore e nella sua parola non ci apre un cammino dove tutto è facile e tranquillo; non ci sottrae alle tempeste della vita. La fede ci dà la sicurezza di una Presenza, quella presenza di Gesù, una presenza che ci spinge a superare le bufere esistenziali, la certezza di una mano che ci afferra per aiutarci ad affrontare le difficoltà, indicandoci la strada anche quando è buio. La fede, insomma, non è una scappatoia dai problemi della vita, ma sostiene nel cammino e gli dà un senso. Questa è la garanzia. (Papa Francesco, Angelus del 13 agosto 2017)

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    1. Antifona
      Ti loderò, Signore, tra le genti,
      e annuncerò il tuo nome ai miei fratelli. (Cf. Sal 17,50; 21,23)

      Colletta
      O Dio, che hai chiamato alla fede molti popoli
      con la predicazione di san Francesco Saverio,
      concedi che il cuore dei tuoi fedeli
      arda dello stesso fervore missionario
      e che la santa Chiesa si allieti su tutta la terra di nuovi figli.
      Per il nostro Signore Gesù Cristo.

      Prima Lettura
      Il Signore invita tutti al suo banchetto e asciuga le lacrime su ogni volto.
      Dal libro del profeta Isaìa
      Is 25,6-10a

      In quel giorno,
      preparerà il Signore degli eserciti
      per tutti i popoli, su questo monte,
      un banchetto di grasse vivande,
      un banchetto di vini eccellenti,
      di cibi succulenti, di vini raffinati.
      Egli strapperà su questo monte
      il velo che copriva la faccia di tutti i popoli
      e la coltre distesa su tutte le nazioni.
      Eliminerà la morte per sempre.
      Il Signore Dio asciugherà le lacrime su ogni volto,
      l'ignominia del suo popolo
      farà scomparire da tutta la terra,
      poiché il Signore ha parlato.
      E si dirà in quel giorno: «Ecco il nostro Dio;
      in lui abbiamo sperato perché ci salvasse.
      Questi è il Signore in cui abbiamo sperato;
      rallegriamoci, esultiamo per la sua salvezza,
      poiché la mano del Signore si poserà su questo monte».

      Parola di Dio.

      Salmo Responsoriale
      Sal 22 (23)

      R. Abiterò nella casa del Signore tutti i giorni della mia vita.

      Il Signore è il mio pastore:
      non manco di nulla.
      Su pascoli erbosi mi fa riposare,
      ad acque tranquille mi conduce.
      Rinfranca l'anima mia. R.

      Mi guida per il giusto cammino
      a motivo del suo nome.
      Anche se vado per una valle oscura,
      non temo alcun male, perché tu sei con me.
      Il tuo bastone e il tuo vincastro
      mi danno sicurezza. R.

      Davanti a me tu prepari una mensa
      sotto gli occhi dei miei nemici.
      Ungi di olio il mio capo;
      il mio calice trabocca. R.

      Sì, bontà e fedeltà mi saranno compagne
      tutti i giorni della mia vita,
      abiterò ancora nella casa del Signore
      per lunghi giorni. R.

      Acclamazione al Vangelo
      Alleluia, alleluia.

      Ecco, viene il Signore a salvare il suo popolo:
      beati coloro che sono preparati all'incontro.

      Alleluia.


      Vangelo
      Gesù guarisce molti malati e moltiplica i pani.
      Dal Vangelo secondo Matteo
      Mt 15,29-37

      In quel tempo, Gesù giunse presso il mare di Galilea e, salito sul monte, lì si fermò. Attorno a lui si radunò molta folla, recando con sé zoppi, storpi, ciechi, sordi e molti altri malati; li deposero ai suoi piedi, ed egli li guarì, tanto che la folla era piena di stupore nel vedere i muti che parlavano, gli storpi guariti, gli zoppi che camminavano e i ciechi che vedevano. E lodava il Dio d’Israele.
      Allora Gesù chiamò a sé i suoi discepoli e disse: «Sento compassione per la folla. Ormai da tre giorni stanno con me e non hanno da mangiare. Non voglio rimandarli digiuni, perché non vengano meno lungo il cammino». E i discepoli gli dissero: «Come possiamo trovare in un deserto tanti pani da sfamare una folla così grande?».
      Gesù domandò loro: «Quanti pani avete?». Dissero: «Sette, e pochi pesciolini». Dopo aver ordinato alla folla di sedersi per terra, prese i sette pani e i pesci, rese grazie, li spezzò e li dava ai discepoli, e i discepoli alla folla.
      Tutti mangiarono a sazietà. Portarono via i pezzi avanzati: sette sporte piene.

      Parola del Signore.

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    2. Antifona

      O Dio, vieni a salvarmi,
      Signore, vieni presto in mio aiuto.
      Tu sei mio aiuto e mio liberatore:
      Signore, non tardare. (Sal 69,2.6)

      Colletta

      Mostra la tua continua benevolenza, o Padre,
      e assisti il tuo popolo,
      che ti riconosce creatore e guida;
      rinnova l’opera della tua creazione
      e custodisci ciò che hai rinnovato.
      Per il nostro Signore Gesù Cristo.

      Prima Lettura
      Ananìa, il Signore non ti ha mandato e tu induci questo popolo a confidare nella menzogna.

      Dal libro del profeta Geremìa
      Ger 28,1-17

      In quell’anno, all’inizio del regno di Sedecìa, re di Giuda, nell’anno quarto, nel quinto mese, Ananìa, figlio di Azzur, il profeta di Gàbaon, mi riferì nel tempio del Signore sotto gli occhi dei sacerdoti e di tutto il popolo: «Così dice il Signore degli eserciti, Dio d’Israele: Io romperò il giogo del re di Babilonia! Entro due anni farò ritornare in questo luogo tutti gli arredi del tempio del Signore che Nabucodònosor, re di Babilonia, prese da questo luogo e portò in Babilonia. Farò ritornare in questo luogo – oracolo del Signore – Ieconìa, figlio di Ioiakìm, re di Giuda, con tutti i deportati di Giuda che andarono a Babilonia, poiché romperò il giogo del re di Babilonia».
      Il profeta Geremìa rispose al profeta Ananìa, sotto gli occhi dei sacerdoti e di tutto il popolo, che stavano nel tempio del Signore. Il profeta Geremìa disse: «Così sia! Così faccia il Signore! Voglia il Signore realizzare le cose che hai profetizzato, facendo ritornare gli arredi nel tempio e da Babilonia tutti i deportati. Tuttavia ascolta ora la parola che sto per dire a te e a tutto il popolo. I profeti che furono prima di me e di te dai tempi antichissimi profetizzarono guerra, fame e peste contro molti paesi e regni potenti. Il profeta invece che profetizza la pace sarà riconosciuto come profeta mandato veramente dal Signore soltanto quando la sua parola si realizzerà».
      Allora il profeta Ananìa strappò il giogo dal collo del profeta Geremìa, lo ruppe e disse a tutto il popolo: «Così dice il Signore: A questo modo io romperò il giogo di Nabucodònosor, re di Babilonia, entro due anni, sul collo di tutte le nazioni». Il profeta Geremìa se ne andò per la sua strada.
      Dopo che il profeta Ananìa ebbe rotto il giogo che il profeta Geremìa portava sul collo, fu rivolta a Geremìa questa parola del Signore: «Va’ e riferisci ad Ananìa: Così dice il Signore: Tu hai rotto un giogo di legno, ma io, al suo posto, ne farò uno di ferro. Infatti, dice il Signore degli eserciti, Dio d’Israele: Pongo un giogo di ferro sul collo di tutte queste nazioni perché siano soggette a Nabucodònosor, re di Babilonia, e lo servano; persino le bestie selvatiche gli consegno».
      Allora il profeta Geremìa disse al profeta Ananìa: «Ascolta, Ananìa! Il Signore non ti ha mandato e tu induci questo popolo a confidare nella menzogna; perciò dice il Signore: Ecco, ti faccio sparire dalla faccia della terra; quest’anno tu morirai, perché hai predicato la ribellione al Signore». In quello stesso anno, nel settimo mese, il profeta Ananìa morì.

      Parola di Dio.

      Salmo Responsoriale

      Dal Sal 118 (119)

      R. Insegnami, Signore, i tuoi decreti.

      Tieni lontana da me la via della menzogna,
      donami la grazia della tua legge.
      Non togliere dalla mia bocca la parola vera,
      perché spero nei tuoi giudizi. R.

      Si volgano a me quelli che ti temono
      e che conoscono i tuoi insegnamenti.
      Sia integro il mio cuore nei tuoi decreti,
      perché non debba vergognarmi. R.

      I malvagi sperano di rovinarmi;
      io presto attenzione ai tuoi insegnamenti.
      Non mi allontano dai tuoi giudizi,
      perché sei tu a istruirmi. R.

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    3. Acclamazione al Vangelo

      Alleluia, alleluia.

      Rabbì, tu sei il Figlio di Dio,
      tu sei il re d'Israele! (Gv 1,49b)

      Alleluia.

      Vangelo
      Comandami di venire verso di te sulle acque.

      Dal Vangelo secondo Matteo
      Mt 14,22-36

      [Dopo che la folla ebbe mangiato], subito Gesù costrinse i discepoli a salire sulla barca e a precederlo sull'altra riva, finché non avesse congedato la folla. Congedata la folla, salì sul monte, in disparte, a pregare. Venuta la sera, egli se ne stava lassù, da solo.
      La barca intanto distava già molte miglia da terra ed era agitata dalle onde: il vento infatti era contrario. Sul finire della notte egli andò verso di loro camminando sul mare. Vedendolo camminare sul mare, i discepoli furono sconvolti e dissero: «È un fantasma!» e gridarono dalla paura. Ma subito Gesù parlò loro dicendo: «Coraggio, sono io, non abbiate paura!».
      Pietro allora gli rispose: «Signore, se sei tu, comandami di venire verso di te sulle acque». Ed egli disse: «Vieni!». Pietro scese dalla barca, si mise a camminare sulle acque e andò verso Gesù. Ma, vedendo che il vento era forte, s'impaurì e, cominciando ad affondare, gridò: «Signore, salvami!». E subito Gesù tese la mano, lo afferrò e gli disse: «Uomo di poca fede, perché hai dubitato?».
      Appena saliti sulla barca, il vento cessò. Quelli che erano sulla barca si prostrarono davanti a lui, dicendo: «Davvero tu sei Figlio di Dio!».
      Compiuta la traversata, approdarono a Gennèsaret. E la gente del luogo, riconosciuto Gesù, diffuse la notizia in tutta la regione; gli portarono tutti i malati e lo pregavano di poter toccare almeno il lembo del suo mantello. E quanti lo toccarono furono guariti.

      Parola del Signore.

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    4. Le Parole dei Papi

      Sant’Agostino, immaginando di rivolgersi all’apostolo, commenta: il Signore “sì è abbassato e t'ha preso per mano. Con le tue sole forze non puoi alzarti. Stringi la mano di Colui che scende fino a te” (Enarr. in Ps. 95,7: PL 36, 1233) e dice questo non solo a Pietro, ma lo dice anche a noi. Pietro cammina sulle acque non per la propria forza, ma per la grazia divina, in cui crede, e quando viene sopraffatto dal dubbio, quando non fissa più lo sguardo su Gesù, ma ha paura del vento, quando non si fida pienamente della parola del Maestro, vuol dire che si sta interiormente allontanando da Lui ed è allora che rischia di affondare nel mare della vita, e così anche per noi: se guardiamo solo a noi stessi, diventiamo dipendenti dai venti e non possiamo più passare sulle tempeste, sulle acque della vita. Il grande pensatore Romano Guardini scrive che il Signore “è sempre vicino, essendo alla radice del nostro essere. Tuttavia, dobbiamo sperimentare il nostro rapporto con Dio tra i poli della lontananza e della vicinanza. Dalla vicinanza siamo fortificati, dalla lontananza messi alla prova”. (Accettare se stessi, Brescia 1992, 71).
      (Benedetto XVI - Angelus, 7 agosto 2011)

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  2. FAUSTI - I discepoli vorrebbero arrestare il momento magico del pane , come nella trasfigurazione. Invece devono “ascoltare Lui”.
    Il pane che ci è dato è, come per Elia, la forza per camminare quaranta giorni e quaranta notti fino al Monte di Dio. Gesù li costringe al santo viaggio perchè preferirebbero restare sul posto, trasformando lo stesso pane in lievito di Erode.
    Le folle infatti volevano farlo re, mentre lui è il Servo che dà la vita.
    I discepoli , prima del pane, volevano congedare le folle, ora invece vorrebbero trattenerle. Gesù invece fa il contrario : prima dà il pane, poi le congeda con il “viatico”.
    Non si serve del pane per trattenerle e dominarle, ma si fa Servo del pane per farle camminare.
    Dopo la notte del pane viene un nuovo giorno, quello dei discepoli da soli sulla barca, in cui Gesù è presente in altro modo, con la Sua Parola che ordina di fare il Suo stesso cammino, affrontando la stessa notte che Lui ha vinto.
    Lui è salito sul Monte, in comunione col Padre, inviando i discepoli in tutto il mondo e promettendo di essere sempre con loro.
    Lui è già nella luce del Padre, lassù sul Monte, da solo, a pregare, noi nella notte, giù nel mare, da soli, a remare.
    E' la nostra condizione normale , dopo che Lui si è fatto Pane.

    commenti da..."SE TURBARON" Mt 14, 24 - 26a....
    sino a " LE PRESENTARON TODOS LES ENFERMS" Mt 14,34-36

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  3. https://salmiognigiorno.blogspot.com/2025/10/salmo-119-118-beatitudine-meditazione.html

    https://salmiognigiorno.blogspot.com/2025/11/psalm-119.html

    https://salmiognigiorno.blogspot.com/2025/11/psaume-119-118-beatitude-meditation.html

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