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lunedì 16 aprile 2018

"LOS DISCÍPULOS AL SUELO" Mt 17, 6 - 7



4 commenti:

  1. FAUSTI -Gesù nella Sua umanità , mostra la divinità : i discepoli vedono il Suo Corpo che riluce della Gloria del Figlio ,nel quale il Padre si compiace, raggio anticipato della Risurrezione.
    I discepoli caddero sul volto : è l'eccesso del divino.
    “Risvegliatevi e non temete” : son le Parole di Gesù ai discepoli.
    Colui che hanno visto nella Gloria si avvicina
    Gesù nella Sua umanità , mostra la divinità : i discepoli vedono il Suo Corpo che riluce della Gloria del Figlio nel quale il Padre si compiace, raggio anticipato della Risurrezione.
    La trasfigurazione del Figlio rappresenta anche l'anticipo di ciò che saremo.
    .Quanto hanno visto non è un sogno, ma ciò che li risveglia da una vita morta : è la promessa della resurrezione, che dopo capiranno.
    Il seme della nostra gloria divina è gettato quando decidiamo veramente di ascoltare Lui e di fare la Parola : questa è la forma che trasforma la nostra vita a immagine della Sua, fino alla sua misura piena.

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    1. LETTURA DEL GIORNO
      Dal libro del profeta Danièle
      Dn 7,9-10.13-14

      Io continuavo a guardare, quand'ecco furono collocati troni e un vegliardo si assise. La sua veste era candida come la neve e i capelli del suo capo erano candidi come la lana; il suo trono era come vampe di fuoco con le ruote come fuoco ardente. Un fiume di fuoco scorreva e usciva dinanzi a lui, mille migliaia lo servivano e diecimila miriadi lo assistevano. La corte sedette e i libri furono aperti. Guardando ancora nelle visioni notturne, ecco venire con le nubi del cielo uno simile a un figlio d'uomo; giunse fino al vegliardo e fu presentato a lui. Gli furono dati potere, gloria e regno; tutti i popoli, nazioni e lingue lo servivano: il suo potere è un potere eterno, che non finirà mai, e il suo regno non sarà mai distrutto.

      VANGELO DEL GIORNO
      Dal Vangelo secondo Matteo
      Mt 17,1-9

      In quel tempo, Gesù prese con sé Pietro, Giacomo e Giovanni suo fratello e li condusse in disparte, su un alto monte. E fu trasfigurato davanti a loro: il suo volto brillò come il sole e le sue vesti divennero candide come la luce. Ed ecco apparvero loro Mosè ed Elia, che conversavano con lui. Prendendo la parola, Pietro disse a Gesù: «Signore, è bello per noi essere qui! Se vuoi, farò qui tre capanne, una per te, una per Mosè e una per Elia». Egli stava ancora parlando, quando una nube luminosa li coprì con la sua ombra. Ed ecco una voce dalla nube che diceva: «Questi è il Figlio mio, l'amato: in lui ho posto il mio compiacimento. Ascoltatelo». All'udire ciò, i discepoli caddero con la faccia a terra e furono presi da grande timore. Ma Gesù si avvicinò, li toccò e disse: «Alzatevi e non temete». Alzando gli occhi no

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  2. Le Parole dei Papi
    Come nel giorno del battesimo al Giordano, così anche oggi sul monte sentiamo la voce del Padre, che proclama: «Questi è il Figlio mio, l’amato», mentre lo Spirito Santo avvolge Gesù di una «nube luminosa» (Mt 17,5). Con tale espressione, davvero singolare, il Vangelo descrive lo stile della rivelazione di Dio. Quando si fa vedere, il Signore mostra la sua eccedenza al nostro sguardo: davanti a Gesù, il cui volto brilla «come il sole» e le cui vesti diventano «candide come la luce» (cfr v. 2), i discepoli ammirano lo splendore umano di Dio. Pietro, Giacomo e Giovanni contemplano una gloria umile, che non si esibisce come uno spettacolo per le folle, ma come una solenne confidenza. (…) Alla disperazione dell’ateismo il Padre risponde con il dono del Figlio Salvatore; dalla solitudine agnostica lo Spirito Santo ci riscatta offrendo una comunione eterna di vita e di grazia; davanti alla nostra debole fede, sta l’annuncio della risurrezione futura: ecco quel che i discepoli hanno visto nel fulgore di Cristo, ma per capirlo occorre tempo (cfr Mt 17,9). Tempo di silenzio per ascoltare la Parola, tempo di conversione per gustare la compagnia del Signore.
    (Leone XIV - Angelus, 1° marzo 2026)

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    1. L’evento della Trasfigurazione del Signore ci offre un messaggio di speranza – così saremo noi, con Lui –: ci invita ad incontrare Gesù, per essere al servizio dei fratelli. Si tratta di disporci all’ascolto attento e orante del Cristo, il Figlio amato del Padre, ricercando momenti di preghiera che permettono l’accoglienza docile e gioiosa della Parola di Dio. Trasformati dalla presenza di Cristo e dall’ardore della sua parola, saremo segno concreto dell’amore vivificante di Dio per tutti i nostri fratelli, specialmente per chi soffre, per quanti si trovano nella solitudine e nell’abbandono, per gli ammalati e per la moltitudine di uomini e di donne che, in diverse parti del mondo, sono umiliati dall’ingiustizia, dalla prepotenza e dalla violenza. (FRANCESCO Angelus, 6 agosto 2017)

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